Questo blog è gestito da un fedele laico che desidera promuovere la spiritualità dell'Ordine della Visitazione, basata sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. 

Attualmente le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) sono disponibili ad ospitare in monastero donne dai 18 ai 60 anni, purché siano interessate alla vita monastica e desiderino riflettere sulla vocazione religiosa. Per contattare il monastero potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it

lunedì 25 luglio 2016

Riscoprire il vero senso della vita

Pubblico una testimonianza che mi ha inviato una gentilissima lettrice del blog, la quale ha trascorso alcuni giorni di ritiro spirituale nel monastero delle Monache Visitandine.



Ho passato 5 giorni in convento con le Sorelle, per mie motivazioni personali di ricerca spirituale. È stato tutto molto inaspettato, ma completamente rivoluzionario per la mia vita. Essere in quel luogo di silenzio, permette di essere in contatto con sé stessi senza alcuna possibile via di fuga (telefono, televisione, computer, ecc.).

La preghiera continua mi ha riportato al Contatto con Dio, a Sentire la Sua Presenza, il Suo Amore Incondizionato. Testimoniato dalle Sorelle, dal loro viso e dal loro comportamento sempre accogliente, gioioso e caldo. Essere in quei luoghi riporta tutto all'essenziale, alla semplicità della vita. Difficile tradurre in parole qualcosa che è essenzialmente emozione pura, ma la preziosa opportunità di trascorrere dei giorni in ritiro completo mi ha fatto toccare nel profondo ciò che veramente conta nella nostra vita di esseri umani e ne dà il vero Senso. E che (troppo) spesso dimentichiamo…

Ultimo Insegnamento, soprattutto appreso (forse, meglio, ricordato) grazie alle Sorelle: “Amen, che sia fatta la Tua Volontà”. Ricordiamoci sempre che qualsiasi cosa accada (piacevole o spiacevole, di gioia o di dolore), non dipende da noi ma da Lui e, come tale, dobbiamo sempre accettarla con il Cuore colmo di gratitudine comunque, perché inserita in un disegno di ordine superiore…

Grazie ancora Sorelle e Madre Superiora! Che Dio sia Benedetto!

(Lettera firmata)



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giovedì 21 luglio 2016

Giubileo nel Giubileo

Il cinquantesimo di professione religiosa della madre Maria Daniela Campanale del monastero della Visitazione di Baggiovara è occasione di giubilo e di festa per le consorelle, per i parenti, gli amici della Comunità e per tutta la Chiesa.

"Mi piace sognare che una monaca Visitandina sia una sentinella che scorge e annuncia la vita nuova già presente nella nostra storia".

 Nell'anno straordinario del Giubileo della Mi­sericordia — scrivono le sorelle del monastero - si nasconde in un minuscolo granel­lino di senape... anche un Giubileo di professione religiosa. 

"Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo... Giardino chiuso tu sei, sorella mia, mia sposa, sorgente chiusa, fontana sigillata" (Cant 4,1.12) In questo passo del Cantico è racchiuso il segreto della vocazione monastica: l'ammi­razione e il commosso stupore dello sposo davanti alla sposa tutta raccolta e rivestita di umile e delicato riserbo. Vivere, stare e crescere nel chiostro — sulla rupe — per es­sere sempre sotto lo sguardo del suo sposo e piacere a lui solo. Nessun rumore, nes­sun faro del mondo puntato addosso, solo il Cuore di Dio che ogni giorno prova ad insegnarci i suoi sentimenti, affinché la nostra preghiera profumi di Cristo il mondo. Alla sensibilità del nostro tempo non è facile comprendere! Ma Gesù continua a chiamarci!

Nel capitolo 25 di San Matteo il Signore afferma che le Vergini sagge per caricare la lampada avevano l'olio contenuto "in piccoli vasi". Per noi monache questi "piccoli vasi" sono preziosissimi perché contengono l'olio senza il quale la lampada della nostra vita rimarrebbe spenta.

Il primo piccolo vaso è l'amore del Signore. Il primato di Dio nella nostra vita, la priorità della preghiera, dello stare con Lui per corrispondere al dono, consapevoli che tutto ciò che siamo non è merito nostro, ma è puro dono suo; che non noi ab­biamo scelto Lui, ma Lui ha scelto noi, che Lui per primo ci ama e perdona.

Il secondo piccolo vaso è la fraternità nella Comunità. Come monache Visitandine non seguiamo da sole il Signore, ma insieme, camminando con delle sorelle che sono dono del Signore, sorelle non scelte, ma ricevute.

Il terzo piccolo vaso è la specificità della nostra spiritualità visitandina."L’amore non ha forzati né schiavi, ma riduce ogni cosa sotto la propria obbedienza con una forza così deliziosa che, se nulla è forte come l'amore, nulla è amabile come la sua forza" (S. Francesco di Sales).
Fare tutto per amore, niente per forza, questa la nostra regola di vita...

Il cinquan­tesimo di professione è l'occasione propizia per ringraziare Dio per il dono di questi vasi, chiedendogli la grazia di conservarli nella perseveranza fino alla fine...
Nel Trattato dell'amor di Dio del nostro santo Fondatore, Francesco di Sales, vi é una meditazione profonda sulla volontà umana e la descrizione del suo fluire, passare, morire, per vivere nel completo abbandono non solo alla volontà di Dio, ma a ciò che a Lui piace, al suo "bon plaisir", al suo beneplacito.
Ecco allora che all'apice dell'unione con Dio, oltre i rapimenti dell'estasi contemplativa, si colloca quel riflu­ire di carità concreta, che si fa attenta a tutti i bisogni degli altri e che egli chiama "estasi della vita e delle opere". In piena attualità con il pensiero del nostro Papa Francesco, ci auguriamo di essere segno con la nostra presenza nella Diocesi di tale carità concreta di cui ha tanto bisogno il mondo!

Domenica 19 giugno il nostro Arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, con a mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma e a mons, Giuseppe Verucchi, Vescovo emerito di Ravenna, uniti ad altri sacerdoti, hanno concelebrato nella nostra chiesa una solenne S. Messa in ringraziamento al Signore per il dono della vocazione.

Le sorelle del monastero di Baggiovara

giovedì 12 maggio 2016

Vestizione religiosa

“In ciascuno dei tuoi istanti è contenuto,
come in un nocciolo, il seme di tutta l'eternità.”
     San Francesco di Sales

Sulla scia di questa frase del nostro Santo Fondatore, auguriamo alle nostre neo-novizie, Suor Barbara e Suor Veronica, che l’istante vissuto nel momento della loro vestizione si trasformi in eternità. Questo è avvenuto domenica 1 maggio nella sala capitolare all’interno del monastero ed è seguita nella chiesa del monastero una solenne Concelebrazione di ringraziamento con sette sacerdoti, presieduta da Mons. Alberto Zironi. E’ stato per le neo-novizie il loro primo “si” verso il “per sempre!” L’importanza dell’abito religioso per i consacrati è confermata dalla voce dell’Autorità ecclesiastica, anche se è bene specificare che indossare questo segno distintivo non significa la professione dei tre voti di castità, obbedienza e povertà, che avverrà solo al termine del noviziato. Ma l’abito è comunque portatore di un triplice valore. Ha anzitutto un valore psicologico: è memoria permanente a sé e agli altri dei motivi della propria scelta e degli impegni connessi ad essa, rafforzando così il senso di appartenenza al nostro Ordine della Visitazione di Santa Maria. Ha poi un valore sociologico: significa rinunciare alla manifestazione esteriore della propria singolarità per identificarsi con Cristo nella Chiesa cattolica. Ma soprattutto ha un valore teologico: è partecipazione della corporeità alla dedicazione a Dio di tutta la persona; è manifestazione di quell’elezione divina per cui un uomo viene scelto e separato dagli altri uomini, per essere costituito a bene degli altri, nelle cose che riguardano Dio; è segno di quella trasformazione per cui il consacrato si spoglia dell’uomo vecchio e mondano e si riveste di Cristo, uomo nuovo, creato secondo Dio nella santità. La nostra società così secolarizzata, nella quale i segni del soprannaturale si sono tanto rarefatti, ha più che mai bisogno di “vedere” gli uomini del sacro. E se resta vero che “l’abito non fa il monaco”, qualcuno opportunamente ebbe a dire che, però, “un buon monaco ama il suo abito”. Come monache della Visitazione chiamate da Dio alla semplicità, dolcezza e umiltà chiediamo per Suor Barbara e Suor Veronica la grazia di amare questo abito…fino alla fine, quando verrà lo Sposo per abbracciarle nella vita che non avrà mai fine! 

Madre e Sorelle di Baggiovara

venerdì 18 marzo 2016

Gesù accoglie con gioia i peccatori pentiti

Pubblico la commuovente testimonianza di una signora.



Caro Cordialiter,
                            ho passato 15 giorni nel Monastero della Visitazione a Baggiovara facendo una splendida esperienza. Non è facile per me trovare le parole adatte per esprimerti quanto ho in cuore. La mia storia, è una storia del tutto simile a tante altre. Dalla Cresima in poi non ho più frequentato la Chiesa, non credevo più in Dio. Dopo 20 anni di un felicissimo matrimonio, l'anno scorso, muore mio marito a causa di un tumore. La vita che fino ad allora era trascorsa in maniera quasi spensierata, prende così un'altra piega. Inizia un periodo di profonda crisi, sconforto, perdita di senso della vita, senza Dio in cui credere e rifugiarsi, niente figli su cui poter riversare amore e lacrime, solo vuoto e solitudine, […] e così, cercando di proseguire in solitaria il cammino, riprendo in mano la mia vita e, con tutta la forza a disposizione, cerco di proseguire senza mai fermarmi un momento. Vivendo in collina-montagna avevamo tanti cavalli e animali d'affezione ed erano la nostra passione, per cui decido di continuare la strada dedicando a loro tutto il mio impegno. Passa così un anno di duro lavoro, fino ad arrivare al mese di febbraio, dove un improvviso segnale di stop, mi fa riflettere sulla mia condizione attuale. Un gran senso di vuoto, assopito finora dall'affannosa corsa, mi porta al desiderio di porre uno stacco per prendere fiato. Ripenso così al mio stile di vita, alzate mattutine, giornate in solitudine, silenzio...e spontaneamente lo associo alla vita monacale. Il suono di quella parola, fino a quel momento quasi mai pronunciata, mi crea curiosità e decido di andare a vedere su internet come realmente potessero vivere le monache. Capito per "caso" sul tuo blog delle Visitandine di Baggiovara, e noto la disponibilità nel dare accoglienza. Detto fatto...nel giro di 2 ore decido che questo è il mio desiderio e mi metto in contatto. Mi rendo conto timorosamente che la mia vita da atea convinta sta per andare a sbattere contro ad un muro di spiritualità dal quale sono sempre sfuggita, ma che ora chiama a piena forza. L'impatto, incredibilmente risulta morbido, e da subito ho la sensazione di trovarmi a casa mia. La madre, e tutte le altre sorelle, mi accolgono con un calore ed una disponibilità immensa e trascorrono così i giorni più belli che mai mi sarei aspettata di vivere dentro in un monastero. Partecipo alla loro vita cercando di amalgamarmi come meglio riesco, seguo con discrezione i loro movimenti spirituali e di preghiera, nella speranza di riuscire a carpire il segreto di tanta serenità e bellezza. Comincia a vacillare il mio pensiero ateo, ed il loro esempio e il loro amore, mi fanno sperare che possa esserci ancora un piccolo spazio per riuscire a far entrare Dio anche nella mia vita. Pian piano apro il cuore, e decido di lasciarLo entrare…

Sento il bisogno di riconciliarmi con Dio e finalmente di nutrirmi di Lui. La Confessione e la Comunione quale dono immenso gratuito e di risurrezione! Non potevo ricevere regalo più bello da questa esperienza e ritorno a casa con un nuovo senso alla mia vita. Ho lasciato il monastero davvero a malincuore… inaspettatamente, non sarei più voluta uscire da quel portone. Il richiamo così potente che ho sentito, mi ha fatto capire che il Signore nella sua immensa bontà e misericordia, mi ha attirato in quel luogo. Ringrazio queste monache meravigliose che mi hanno preso per mano e che, con la loro semplice vita, sono state strumento del mio ritrovare Dio.

(Lettera firmata)

giovedì 10 marzo 2016

Testimonianza di una signora

Una gentile signore mi ha raccontato di aver fatto dei ritiri spirituali presso il monastero delle Visitandine di Baggiovara e di averne tratto giovamento nella sua anima.



Caro Cordialiter,
                             vorrei raccontare della mia esperienza presso il Monastero di Baggiovara, avendo necessità di condividere questa serenità e pace acquisita. Ho trascorso due periodi diversi, uno a fine novembre e uno inizio febbraio, e tornerò sicuramente in aprile, non appena ne avrò la possibilità; Vorrei riuscire a tenere una frequentazione continua, tanto è il beneficio che ne traggo ogni qual volta ci torno. Tutto è cominciato l’inizio dello scorso anno, cercando di uscire lentamente e faticosamente da una situazione famigliare molto complicata e dolorosa, sentivo la necessità di poter trascorrere un periodo di riposo e ritiro spirituale e non avendo alcun tipo di conoscenza, ho cercato nei vari siti internet e non a caso ho scritto qui…

Mi ero allontanata dalla Chiesa, ho sempre avuto nel cuore Gesù, ma c’è stato un lungo periodo buio, in cui non sentivo più la sua vicinanza. Passavo ogni giorno davanti la chiesa del quartiere dove abito, ma non avevo il coraggio di entrare, tanto era il mio timore di non essere la benvenuta, poi un giorno durante una mia passeggiata, sono entrata, in punta di piedi, in una chiesetta un po’ distante da casa e coraggiosamente, ho ricominciato a partecipare alla Santa Messa la domenica. Da allora ogni giorno, entro in Chiesa a pregare e raccontare a Gesù le mie giornate, non mancando alla Santa Messa della domenica. Ma la vera svolta, è arrivata più in là, quando appunto ho scritto per trovare pace ed ho ottenuto le indicazioni per il Monastero. Dopo una chiacchierata telefonica con la Madre, ho preso accordi per il primo ritiro in foresteria. Ho organizzato il mio viaggio nei minimi particolari avendo cura di arrivare puntuale, ero molto emozionata ed anche intimorita…ma felice, ed avevo ragione d’esserlo. Mi ha ricevuto Lei, ricordo ancora molto bene quel sorriso, quel suo modo di fare così cordiale, umile, ma al tempo stesso deciso che mi ha conquistata subito, le ho aperto il mio cuore parlandole dei miei problemi, avendo cura di non esagerare per non infastidirla e lei per nulla stanca, mi ha dedicato il tempo necessario facendomi sentire a mio agio, colma di gioia, e desiderosa di poter ritornare al più presto a colloquio con lei.

Sentivo la necessità di confessarmi, ma non avevo ancora trovato la persona giusta per me… durante la celebrazione della Santa Messa in Monastero, ho visto Don Gianni, il sacerdote della Parrocchia, ed ho capito che Gesù mi stava facendo un altro regalo, sono riuscita  a confessarmi con lui mettendo così in pace la mia anima, è stato per me, un momento molto toccante che mi ha lasciato tanta gioia nel cuore e che ancora oggi ne beneficio. Tornando a casa, durante il viaggio, ogni volta sento la loro mancanza, focalizzo i miei pensieri nei  consigli della Madre, mettendoli poi in pratica nella mia vita quotidiana. Ho ritrovato la serenità e la pace,  partecipo ogni giorno alla Santa Messa prima di recarmi al lavoro, prego molto e ringrazio sempre il Signore, che mi ha concesso un'altra possibilità facendomi conoscere queste persone fantastiche che hanno cambiato e migliorato la mia vita, al punto che ho contagiato mio marito con il mio benessere,  portandolo un mese fa in giornata, a colloquio con  la  Madre e con Don Gianni, con il quale si è confessato. Anche lui è rimasto colpito da tanta cordialità e dolcezza, ed anche se non potrà soggiornare in foresteria, tornerà sicuramente per parlare ancora con loro. Mi sento molto vicina a loro, legata da un forte sentimento che ci unisce, insieme a Gesù. Trascorro le giornate impaziente di poter tornare da loro, e passare qualche giorno in silenziosa pace, serenità e preghiera.

Un caro saluto in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)

mercoledì 25 novembre 2015

Giornata “Pro Orantibus”

Nell’anno della “vita consacrata”, la festa della Presentazione di Maria al Tempio, ci aiuta a riscoprire il valore della donazione totale a Cristo. In un tempo dove sembra che siano più i rumori degli scandali e delle guerre a dominare, siamo chiamati a riscoprire la Buona Notizia, la Parola di Dio che non passerà. Il mondo è assetato di testimoni e, come monache, avvertiamo nel cuore la chiamata a testimoniare con la nostra vita il Vangelo.


"Lascia la casa di tuo padre ...al re piacerà la tua bellezza" (sal. 44)

All'età di 12 anni, dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima, mi allontanai dalla Chiesa preferendo nell'ora della S. Messa domenicale l'incontro con il mio gruppo di amici. Pian piano, per venire accettata,  persi me stessa per farmi più simile a loro. Le cose andarono così fino ai 27 anni, quando il Signore intervenne decisivamente a porre fine al caos della mia vita. Fino a quel momento non avevo mai chiesto al Signore quale fosse la mia strada. Stavo per laurearmi e avevo un fidanzato con il quale pensavo di costruire una famiglia, ma cominciai a sentirmi debole, insicura e soprattutto confusa. I miei progetti mi sembravano vacillanti. Non riuscivo più a capire chi ero, mi sentivo vuota. E’ qui che il Signore venne a salvarmi. Solo il suo aiuto poteva trarmi fuori da questa situazione. Egli mi fece capire che se volevo essere felice dovevo avvicinarmi a Lui. Cominciai a sentire il desiderio di andare alla S. Messa tutti i giorni e a pregare incessantemente come a voler recuperare i 15 anni trascorsi senza preghiera. Dopo questo primo e vero incontro con il Signore accadde che il fidanzato mi disse che non credeva al mio amore e che "mettevo più passione nelle cose di Chiesa che nei suoi confronti". Così feci anch'io questa scoperta: Gesù era diventato per me una vera Passione. Allora cominciai a riflettere seriamente sulle mie aspirazioni, i miei desideri, confrontandomi con Lui in ogni cosa: "Non la mia Volontà Signore, ma la Tua". Ero convinta che avrei trovato la felicità, la verità di me stessa e una vita piena. Più andavo avanti e più capivo che occorreva lasciar fare al Signore. Dopo circa due anni di resistenza, mi decisi a dare a Lui la mia vita entrando in monastero. Non fu certamente facile cedere al Signore, anche perché, inizialmente, non pensavo di abbracciare questo genere di consacrazione. Non mi sembrava possibile, per me giovane e amante della libertà, "rinchiudermi" in un monastero per tutta la vita e lasciare famiglia, amici, parenti e i numerosi fratelli in Cristo, che mi hanno amorevolmente accompagnata verso Gesù. Mi risuonava nel cuore le parole del salmo: "Lascia la casa di tuo padre ...al re piacerà la tua bellezza". Il pensiero del monastero mi procurava un misto di paura e  di attrazione tale che vivevo in casa come in monastero. Per togliermi ogni dubbio mi decisi a fare un mese di prova e fu così che il Signore mi diede il coraggio e il Suo Amore perché io mi arrendessi a Lui. Ora ho fiducia che con Lui, in clausura avrò con la Sua Grazia una vita piena. Sento sempre più mio quanto San Francesco di Sales diceva alle Visitandine: "bisogna saper fiorire dove il Signore ci ha seminati".  
                                                                 
                                                                                  V. B.

domenica 11 ottobre 2015

Intervista a una donna in discernimento vocazionale

Una gentilissima lettrice del blog ha accettato di rispondere ad alcune domande sul suo percorso di discernimento vocazionale.


- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione religiosa?

- Circa un anno fa mi sono riavvicinata alla preghiera che avevo tralasciato per molto tempo. Il motivo di questo riavvicinamento è partito da un disinteresse per le attrazioni mondane. Dopo un po' di tempo mi sono resa conto che la vicinanza al Signore mi dava molta consolazione, gioia e mi riempiva il cuore. Così per la prima volta nella mia vita ho intuito come dedicare la vita a Lui possa dare un senso profondo.

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Non è ancora giunta in me la decisione interiore di lasciare tutto per diventare sposa di Gesù anche se ne sono molto attratta. Sarebbe una cosa bellissima!

- Tu hai fatto alcune esperienze vocazionali tra le Monache Visitandine. Che cos'è che ti affascina della spiritualità di San Francesco di Sales? 

- Ciò che più mi affascina della vita delle Visitandine è la serenità, la semplicità e la dolcezza fraterna. 

- Le Visitandine fanno largo uso del canto gregoriano, che è il canto tipico della Chiesa. Ti piacciono questi antichi e devoti canti liturgici? 

- Certo che mi piacciono, elevano ancor di più lo spirito e fanno sentire la pace.

- Molte persone mondane pensano erroneamente che è noioso vivere in un monastero di clausura. Tu ti sei annoiata quando hai provato la vita monastica?

- Non mi sono per nulla annoiata perché mi sento molto arricchita dalla preghiera e dall'orazione. Poi in monastero tutto il tempo è ben organizzato. Impossibile annoiarsi.

- Perché le monache di clausura che hai conosciuto sono così gioiose e felici?

- Penso sia perché hanno saputo riconoscere nel Signore la perla preziosa, l'essenza e fonte della vita, di fronte alla quale tutto il resto perde di significato.

- La vita monastica è molto gratificante ma richiede anche un grande spirito di sacrificio. Con l'aiuto di Dio sei disposta a lasciare tutto e a rinunciare alle effimere gioie mondane per donare il resto della tua vita al Redentore Divino, abbracciando la vita monastica?

- Ho iniziato da poco un percorso di discernimento per fare luce su questo punto. Spero di comprendere presto se questa strada è quella voluta dal Signore per me. In questo caso penso che sarei disposta a farlo con gioia.


domenica 7 giugno 2015

Testimonianza di una donna

Una lettrice del mio blog sulla vocazione religiosa mi ha scritto una testimonianza sulle Visitandine di Baggiovara.


Ciao D., sono […], ci siamo scritti un po' di tempo fa. Voglio ringraziarti per avermi consigliato il monastero di Baggiovara. MADRE MARIA DANIELA è stata davvero fantastica. Mi sono trovata veramente bene e ho potuto riflettere molto...sto riflettendo molto anche ora. Sono convinta che non è stato un caso che io abbia visto il post che mi ha permesso di mettermi in contatto con te e che poi tu mi abbia messo in contatto con il monastero. Anche Madre Maria Daniela è della stessa opinione. Nulla è un caso. Il Signore ha i suoi progetti, i suoi piani. Io mi sono sposata a 19 anni perchè incinta. Io e mio marito ci siamo lasciati quasi subito e dopo il divorzio lui ha chiesto la dichiarazione di nullità al tribunale ecclesiastico e ci è stato concessa. Mia figlia ha il mio cognome. Dopo questo non mi sono più né sposata né fidanzata. Ho sì avuto storie, conosciuto uomini, ma nessuno di loro era per me. Ora ho smesso di cercare. Con il lavoro dal 2011 non va molto meglio, e cosi da quando ci siamo scritti ho cominciato a pensare, riflettere e a pregare. E mi è venuto il pensiero che forse il PROGETTO di DIO per me è un altro. Io ho lottato contro di Lui e ora sono qui a fare i conti con la mia ribellione verso di Lui. Io penso che Lui voglia proprio questo da me e questo è il suo modo per farmelo capire. Nel monastero io mi sono trovata molto bene. Lì ho trovato e ho sentito quella pace, tranquillità e amore fraterno di cui avevo bisogno. Sono stata davvero bene. A metà luglio tornerò a Baggiovara per 2 settimane e sinceramente non vedo l'ora. Se il SIGNORE veramente vuole questo da me io sono pronta. Perché non so, mi sembra che sia veramente quello il mio posto. Mia figlia ha quasi 22 anni ed è indipendente e poi ci sono i miei genitori. È vero, io non ho un lavoro o tanti spasimanti da lasciare, ma ho una grande famiglia dove siamo uniti, ci vogliamo bene e ci sosteniamo a vicenda. Io lascerei loro se è questo che il Signore vuole da me. Fino a 16 anni ho frequentato la Chiesa assiduamente. Poi quando ho cominciato a lavorare mi sono sentita fuori posto  e smesso di frequentare l'oratorio. Ho continuato per un po' ad andare a Messa, ma poi ho smesso anche lì. Anche se ho sempre continuato a CREDERE in DIO, andavo a Messa ogni tanto, ma Lui era sempre nel mio cuore.

Più o meno questa è la mia storia. Grazie per la tua disponibilità. DIO ti ha messo sulla mia strada e io lo ringrazierò sempre.

domenica 3 maggio 2015

Spiritualità salesiana

Una monaca Visitandina del monastero di Baggiovara (Modena), ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande sulla spiritualità salesiana e sulla vita religiosa.

- San Francesco di Sales è conosciuto come “il santo della dolcezza”. Purtroppo, nella società molto spesso le relazioni tra le persone sono caratterizzate dall'asprezza e dall'acidità. La spiritualità salesiana può essere un antidoto per rendere più umana e caritatevole la società?

- Sì, il nostro Santo fondatore è conosciuto come il Santo della dolcezza. La dolcezza non è una virtù femminile o segno di debolezza. Non c'è dolcezza se prima, dal punto di vista della morale meramente umana, non c'è il dominio di se stesso, il controllo della collera, dell’orgoglio, dell’impulsività, della pace interiore. Per essere dolci occorre essere forti e occorre essere umili. San Francesco di Sales aveva un carattere focoso e ha lavorato per anni e anni prima di divenire mite e dolce. Diceva che “la dolcezza è il fiore della carità; è la forma esteriore dell'amore al prossimo e la virtù del buon Pastore. Poiché nel cuore del nostro Salvatore non c'è altra legge che la dolcezza, l'umiltà e la carità; anche noi dobbiamo sempre operare, guidati da questo soave giogo”. E ancora ebbe a dire un giorno, riguardo alla dolcezza, che “si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto…”

- Perché San Francesco di Sales ha voluto dedicare l'Ordine alla visita della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta?

- Inizialmente san Francesco fondò ad Annecy un Istituto (1610) in cui si conduceva vita contemplativa e vita attiva. Quest’ultima consisteva nella visita e cura degli ammalati. In questo onorava il mistero della S. Vergine che visita S. Elisabetta.  Quando si trattò di fondare la prima casa uscita da Annecy, quella di Lione (1615), il vescovo Marquemont si oppose all’uscita delle Suore dal convento per la visita agli ammalati. S. Francesco di Sales in questa opposizione vide una volontà di Dio e trasformò il suo Istituto in Ordine religioso conservando il nome della Visitazione. E diceva alle prime Sorelle, che se non uscivano per visitare gli ammalati, potevano sempre visitare il cuore di ogni fratello per la preghiera e con il dono della propria vita per la loro salvezza.

- Viviamo in una società secolarizzata e scristianizzata. Ciò nonostante molte persone stanno sentendo un'attrattiva per la vita monastica. Perché la vita contemplativa affascina tanta gente? 

- Penso che affascina tanta gente perché Dio ci ha fatti a sua immagine. Quindi, istintivamente tendiamo alla verità, ad essere come Dio. Per il nostro prossimo che ci vede, ci incontra, sa che esistiamo, siamo un richiamo ai beni eterni, all’esistenza di Dio. Una persona atea vedendoci può chiedersi, se queste giovani e donne hanno sacrificato la loro vita per questo ideale, Qualcuno deve esistere...

- Perché una ragazza che ha  la vocazione monastica dovrebbe lasciare tutto per entrare in monastero? Ne vale la pena?

- A mio parere, sì, ne vale la pena. La giovane, o la donna, lascia tutto perché ha trovato qualcosa di meglio, altrimenti non avrebbe mai la forza di farlo. Solo se ho trovato l’ottimo, posso lasciare il buono. Gesù ci dice nella parabola del Vangelo di un uomo che ha trovato un tesoro nascosto nel campo. Quel uomo vende tutto quello che ha per comperarlo…

- Le persone che vengono a visitarvi nel parlatorio del monastero vi vedono sempre gioiose, serene e felici. Vi è mai capitato che qualche signora sposata vi abbia detto: “Ah, se avessi saputo che la vita consacrata rende così felici, invece di sposarmi sarei entrata anche io in monastero”?

- Oh, sì, tante volte! Ci capita spesso di ascoltare mamme, o spose, che dicono aver avuto la vocazione religiosa, ma per una serie di avvenimenti si sono trovate poi sposate. Parecchie donne sposate ci fanno questa affermazione, soprattutto quelle che vengono a confidarsi con noi, per chiederci qualche consiglio per situazioni matrimoniali difficili, separazione, divorzio, convivenza. Sentiamo inoltre spesso questa affermazione anche da donne sposate, che fanno un ritiro nella nostra foresteria, perché ci vedono serene con la “felicità che sprizza dai nostri occhi”…ci dicono…Eppure noi siamo naturali, non ci mettiamo la maschera…

domenica 15 marzo 2015

Solo Dio può renderci davvero felici

Ho ricevuto una bella testimonianza che pubblico volentieri.


Ho appena trascorso pochi giorni di ritiro presso il Monastero della Visitazione di Baggiovara. La scelta del posto è stata casuale, navigando per siti, cercavo monasteri che facessero accoglienza e discernimento e così ho trovato questo posto. L'accoglienza è stata calorosa: la struttura è moderna e funzionale, e il colloquio con Madre Maria Daniela mi ha fatto sentire da subito "accettata" anche se non conosceva nulla di me. I giorni trascorsi a pregare, meditare la Scrittura, sostare nella Chiesa densa di spiritualità "visitandina", il primo venerdì del mese, l'adorazione... tutto ha contribuito a dilatare la mia anima e a riempirla di pace. Perché ho sentito la necessità di fare un ritiro? Mi sentivo sempre inquieta come se qualcosa non fosse al posto giusto, insoddisfatta, mi mancava qualcosa e poi ho capito: mi mancava il Volto del Signore, e la mia anima è sazia quando trovo il Suo Corpo. E' la certezza che Dio mi ama in modo gratuito e speciale e ama proprio me a dilatarmi il cuore. Basta sostare nella Chiesa e osservare il Cristo Crocifisso per essere invasi dal Suo Amore e dalla Sua Misericordia. E' lì che capisci che hai finito di cercare, di tormentarti perché sei arrivata. O meglio è Lui che è entrato in Te, completamente e tu non hai più bisogno di nulla: non c'è posto al mondo dove potresti stare meglio. Non posso che ringraziare la Madre Superiore e tutte le sorelle per questa esperienza e augurare a chi legge, incuriosito o per caso queste righe, di condividere questa esperienza di pienezza e di pace. Grazie Signore Gesù del Tuo infinito amore per tutte noi tue creature.

(Lettera firmata)



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martedì 17 febbraio 2015

Entusiasta della vita monastica

Tempo fa ho consigliato a una donna in discernimento vocazionale di fare un'esperienza di vita monastica presso il monastero delle Visitandine di Baggiovara. Ecco la sua entusiasta testimonianza della gioia che ha provato in monastero.


Caro D.,
                volevo tanto ringraziarti per l'indicazione del Monastero della Visitazione di Baggiovara!!! Sono da poco rientrata da una settimana di ritiro presso di loro. Mi risulta molto difficile esprimere a parole la bellezza dell'esperienza che ho vissuto tale è stata l'intensità...

Mi sono sentita accolta dalle sorelle come in un'amorevole famiglia dove regna l'amore, l'armonia e la dolcezza. Avevo l'impressione di essere li con loro da sempre. Madre Maria Daniela, l'abbadessa, è di una forza straordinaria, non ho mai visto in nessuno tanta energia unita a tanta carità e umiltà umana e spirituale. L'energia e la purezza di una bambina unita alla sapienza di un profondo conoscitore dell'animo umano. Per non parlare di Suor Paola e Suor Maria Serena, dolcissime! E le sorelle più anziane lasciano letteralmente stupiti e senza parole per la gioia e la serenità che trasmettono...

Il silenzio del luogo ma soprattuto quello che solo lì si riesce a creare entro se stessi fa percepire la reale presenza e l'amore del buon Dio. Questa esperienza mi ha insegnato a pregare, mi ha permesso di dedicare molto tempo alla preghiera ed alla meditazione e ad avvicinarmi di più al Signore. Farò sicuramente tesoro di questa esperienza affinché mi illumini e mi faccia con più chiarezza comprendere qual è la strada che il Signore ha previsto per me...

Non è facile decidere di lasciare tutto per abbracciare questo tipo di vita in modo fedele, cioè per sempre. Comunque desidero proseguire la ricerca in questa direzione e di sviluppare il più possibile la spiritualità perché sento che solo attraverso essa è possibile raggiungere la vera gioia e la pace.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        ho letto con molto piacere la tua entusiasta testimonianza dell'esperienza vocazionale che hai fatto presso la Visitazione di Baggiovara. Sono davvero contento che ti piace la vita monastica e che apprezzi molto il silenzio che regna in monastero, perché hai compreso che esso aiuta l'anima a raccogliersi interiormente e ad elevarsi ai pensieri delle cose celesti, che sono quelle che contano davvero nella vita.

La spiritualità dell'Ordine della Visitazione mi piace tanto, perché è basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. Se un cristiano non è dolce e caritatevole col prossimo, non è un esemplare seguace di Gesù.

Spero tanto che tu sia stata prescelta da Cristo Re per divenire sua sposa abbracciando la vita consacrata in un monastero fervoroso e osservante. Che grande grazia poter divenire sposa del Re del Cielo!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,


D.

sabato 24 gennaio 2015

Amore e sacrificio

Amore e sacrificio, ecco dunque tutta la perfezione cristiana. Or chi non può, con la grazia di Dio, adempiere questa doppia condizione? È dunque così difficile amar Colui che è infinitamente amabile e infinitamente amante? L'amore che ci si chiede non è qualche cosa di straordinario, è l'amore di abnegazione, è il dono di sè stesso, è specialmente la conformità alla divina volontà. Voler amare è dunque amare; osservare i comandamenti per Dio è amare; pregare è amare; compiere i doveri del proprio stato per piacere a Dio è amare; anzi ricrearsi, nutrirsi con le stesse intenzioni è amare; rendere servizio al prossimo per Dio è amare. Non v'è quindi nulla di più facile, con la grazia di Dio, del praticare costantemente la divina carità e così incessantemente progredire verso la perfezione.

Il sacrificio certamente appare più penoso; ma non ci si chiede di amarlo per sè stesso: basta amarlo per Dio, o, in altre parole, persuadersi che sulla terra non si può amar Dio senza rinunziare a ciò che è di ostacolo al suo amore. Allora il sacrificio diventa prima tollerabile e poi presto anche amabile. Una madre che passa le lunghe notti al capezzale del figlio ammalato, non accetta forse lietamente le sue fatiche, quando ha la speranza, specialmente poi se ha la certezza di salvargli la vita? Ora noi abbiamo non solo la speranza ma la certezza di piacere a Dio, di procurarne la gloria, e nello stesso tempo di salvarci l'anima, quando, per amor di Dio, c'imponiamo i sacrifici che ci domanda. E non abbiamo per rinfrancarci gli esempi e gli aiuti dell'Uomo-Dio? Non patì Gesù quanto e più di noi per glorificare il Padre suo e salvare le anime nostre? E noi, suoi discepoli, incorporati a lui col battesimo, nutriti del suo corpo e del suo sangue, esiteremo a patire in unione con lui, per amore di lui, secondo le stesse sue intenzioni? E non è forse vero che la croce ha i suoi vantaggi, specialmente per i cuori che amano? "Nella croce sta la salute, dice l'Imitazione; nella croce la vita; nella croce la protezione contro i nemici; nella croce una soavità tutta celeste: "In cruce salus, in cruce vita, in cruce protectio ab hostibus, in cruce infusio supernæ suavitatis". Concludiamo dunque con S. Agostino: "Per i cuori che amano non vi sono sacrifici troppo penosi; vi si trova anzi diletto, come si vede in quelli che amano la caccia, la pesca, la vendemmia, gli affari... Perchè, quando si ama, o non si patisce o anche quel patimento si ama [...].

E affrettiamoci a progredire, per la via del sacrificio e dell'amore, verso la perfezione, perchè per noi è un obbligo.



(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928)

giovedì 11 dicembre 2014

Intervista a una Monaca Visitandina

Una Monaca Visitandina del monastero di Baggiovara ha risposto gentilmente ad alcune domande sul tema della vocazione religiosa.


- Per i mondani è assurdo rinchiudersi in un monastero di clausura. Ci può spiegare qual è la missione delle religiose di vita contemplativa? 

- Con la nostra vita contemplativa desideriamo raggiungere il cuore di ogni fratello, attraverso la preghiera, per aiutarlo nel suo cammino verso Dio. La nostra attività è principalmente nascosta ed interiore: intercedere presso Dio per tutti i bisogni dell’umanità. Chi ha sperimentato di persona la forza della preghiera di intercessione non può ritenere la nostra vita inutile… Offriamo la nostra vita a Dio affinché Lui possa agire, in noi e nel mondo, con la sua onnipotenza e il suo amore infinito.

- Molta gente inesperta di vita religiosa pensa erroneamente che sia triste e noioso vivere in un monastero di clausura. Come mai invece siete così gioiose e felici di aver abbracciato la vita monastica? 

- La gioia è un dono di Dio. Vivere un rapporto intenso e assiduo con Dio è fonte di vera gioia, che nasce dalla conoscenza del suo amore e della sua misericordia, dalla consapevolezza di essere state scelte senza nostro merito, solo per un dono gratuito d’amore. Nel considerare la nostra piccolezza e la sua infinita bontà che si china su di noi siamo felici di appartenergli e di abitare nella sua casa. 

- Come si capisce se una ragazza ha davvero la vocazione alla vita consacrata? 

- Dal momento in cui una ragazza sente un’attrattiva per la vita consacrata inizia un tempo di discernimento per capire se si tratta di un’autentica chiamata di Dio. È importante capire la motivazione che la spinge ad entrare in Monastero. Se la giovane, col passare del tempo, persevera nel suo desiderio di appartenere totalmente a Dio e per conseguire questo è disposta a lasciarsi formare e a vivere in obbedienza, questo è già un segno di vocazione. Naturalmente si tratta di un cammino graduale, a volte difficile, per lasciare sempre maggiore spazio a Cristo e sempre meno al proprio “io”.  

- Ci sono alcune lettrici del blog che sono incerte sullo stato di vita da eleggere. Che consigli vorrebbe darle a tal proposito?

- Il mio consiglio è di ascoltare nel silenzio e nella preghiera quello che Dio suggerisce al loro cuore, senza paure e senza fretta, nella fiduciosa attesa che Dio manifesti loro la sua volontà. È bene in questo cammino farsi aiutare da un sacerdote o da una persona consacrata che abbia esperienza di discernimento vocazionale.

- Qual è la spiritualità dell'Ordine della Visitazione? 

- Lo spirito della Visitazione è uno spirito di profonda umiltà verso Dio e grande dolcezza verso il prossimo, uno spirito che tende all’unione con Dio e al compimento della sua volontà. È anche uno spirito di grande umanità, di comprensione e attenzione nei riguardi di ogni fratello o sorella che sono nel bisogno e nella sofferenza sia materiale che spirituale. Come dice il nome stesso, il nostro modello è la Vergine Maria nel suo mistero della Visitazione. Come lei, la nostra missione è accogliere Gesù nel nostro cuore e portarlo, spiritualmente, al cuore dei fratelli, magnificando e lodando il Signore per le grandi cose che compie in ciascuno di noi.

martedì 2 dicembre 2014

Stare cuore a cuore con il Signore dà una grande pace interiore

Una donna in discernimento vocazionale ha trascorso alcuni giorni di esperienza di vita religiosa tra le Visitandine, durante la quale ha potuto constatare che lo stare cuore a cuore con il Signore dà una grande pace interiore.


Caro D.,
                 vorrei porgerti la mia testimonianza della partecipazione alla professione temporanea di Suor Maria Paola del monastero della Visitazione di Baggiovara  e del breve ritiro spirituale che la comunità mi ha dato la possibilità di fare. È stata un'esperienza ricca di significato e molto emozionante.  Ho potuto sperimentare come stare cuore a cuore con il Signore dia una grande pace interiore ed un senso alla vita così profondo che ben poche cose nel mondo sono in grado di dare. Nel mondo, soprattutto ai giorni nostri, è molto facile rimanere abbagliati ora da questo ora da quello ed esserne attratti.  Lo spirito del mondo per attrarci fa leva sulle nostre ambizioni personali, sul nostro orgoglio, le nostre emozioni del momento, quindi tutte le nostre fragilità.  Penso che solo chi è veramente in grado di spogliarsi di tutto questo sia in grado di incontrare il Signore affidandosi completamente a lui. Di abbandonare tutti gli appigli e le difese ed abbandonarsi alla sua volontà.
Solo lui sa donare il vero senso alla nostra vita.

Le monache della Visitazione sono dolcissime. Stare con loro è come stare in una famiglia gioiosa. Dall'atmosfera che si vive durante la giornata si percepiscono i loro profondi valori.  La giornata inizia alle 6 con la meditazione, durante questo tempo in cui si vede nascere un nuovo giorno, si crea attraverso il silenzio il contatto ed il dialogo con il Signore.  Questo dà una grande energia interiore che accompagna durante tutta la giornata. Nel chiostro sono affisse delle frasi spirituali, quella che più mi ha attratto durante questi giorni è stata "la vostra forza sta nel silenzio e nella preghiera". Che grande Verità!!!

La giornata prosegue alternando momenti di lavoro, momenti di comunità in cui si sta tutti insieme in armonia, e di preghiera.  Non c'è mai un momento in cui ci si annoia ed al temine del giorno, dopo l'ultima preghiera "Compieta", si sperimenta la pace e la gioia per aver speso bene il proprio tempo avendo nutrito ed essendosi nutriti dell'essenza più preziosa, del Signore.

Grazie Suor Maria Paola! Che il Signore ti accompagni sempre lungo le sue ricche vie!

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per la testimonianza che mi hai gentilmente inviato. Vorrei che tutte le donne nubili potessero leggerla! Infatti molta gente pensa erroneamente che sposarsi sia quasi una cosa “obbligatoria”, mentre in realtà il matrimonio non è l'unico stato di vita esistente. Tra gli altri stati c'è anche la vita religiosa, la quale non è triste e infelice come pensano tante persone. Tu ci sei stata in monastero e hai potuto vedere coi tuoi occhi che le religiose non solo non sono tristi e infelici, ma al contrario sono persone piene di gioia e pace interiore. Del resto, un conto è essere sposa di una povera creatura, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo, il nostro amabile Redentore Divino. Non c'è paragone. Infatti è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo, non pochi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è meglio non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima, come consigliato dallo Spirito Santo per mezzo di San Paolo Apostolo.

Ovviamente non dico che tutte le donne nubili debbano diventare suore, dico solamente che bisogna riflettere con attenzione sullo stato di vita da eleggere, senza scartare a priori la vita consacrata.

Alcuni apprezzano il lavoro svolto dalle suore di vita attiva (ad esempio quelle che vanno in Africa a sfamare i poveri), ma disprezzano la vita delle suore di clausura, affermando erroneamente che la loro vita è inutile. In realtà le claustrali sono molto utili per tutta l'umanità, perché con le loro preghiere e penitenze attirano dal Cielo innumerevoli grazie materiali e spirituali. A tal proposito, il grande Pontefice Pio XI, nella lettera “Umbratilem” indirizzata nel 1924 ai monaci Certosini, scrisse: “Se in epoche passate si avverti il bisogno di anacoreti nella Chiesa di Dio, ciò si verifica soprattutto oggi. Nel nostro tempo, infatti, vediamo tanti cristiani trascurare totalmente la considerazione delle realtà celesti, deporre perfino ogni pensiero della salvezza eterna, correre sfrenatamente dietro i beni della terra e i piaceri del corpo, vivendo in privato e in pubblico come pagani, in opposizione al vangelo. Alcuni pensano che certe virtù, a torto dette "passive", siano ormai cadute in disuso e si debba sostituire all'antica disciplina monastica l'esercizio più comodo e meno faticoso delle virtù attive. Questa opinione però fu respinta e condannata dal nostro predecessore, Leone XIII, ed è ovvio quanto essa sia pregiudizievole e ingiuriosa alla teoria e alla pratica della perfezione cristiana. Coloro che si dedicano assiduamente alla preghiera e alla penitenza contribuiscono molto più al bene e alla salvezza del genere umano che non gli operai che coltivano il campo del Signore. Se i primi non attirassero dal cielo l'abbondanza delle grazie divine per irrigare il terreno, gli operai apostolici trarrebbero dalle loro fatiche frutti ben più magri. Non c'è bisogno di dire quanto la nostra speranza si riprometta dai monaci Certosini. Noi aspettiamo che essi osservino le Costituzioni loro proprie non solo con fedeltà, ma con slancio generoso, perché i loro animi siano formati alla santità più alta. Allora davvero diventeranno intercessori efficaci presso la misericordia del Signore, a vantaggio del popolo cristiano.” 

Ovviamente il discorso sull'importanza della vita monastica vale anche per l'Ordine della Visitazione e tutti gli altri istituti religiosi di vita contemplativa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,


Cordialiter

lunedì 24 novembre 2014

Testimonianza di una ripresa spirituale dopo un’esperienza monastica

Era da tanto tempo che volevo andare alla Visitazione per una esperienza di vita monastica, ma le varie vicissitudini della vita me l'avevano sempre impedito. Sono arrivata infine quest’anno alla Visitazione di Baggiovara, spinta dalla disperazione di aver perso Dio dopo un tragica situazione abitativa. Ho trovato un'accoglienza stupendamente evangelica, ringrazio la Madre superiora e le altre Sorelle per l'alta empatia mostrata nei miei confronti. Ho ricominciato con loro la preghiera nella solennità del Sacro Cuore di Gesù. Quando arrivai avevo un problema di salute che, dopo una settimana, si è riacutizzato. La Comunità mi ha sostenuta e si è presa cura di me fino all'inverosimile. A malincuore ho dovuto lasciare anzitempo il monastero della Visitazione che mi aveva accolta con tanto amore. Il Signore ha poi disposto le cose in un modo così santo, come solo Lui può fare. Al rientro nella mia città natale ho incontrato nuove persone che mi hanno molto aiutato, e continuano ad aiutarmi, a vivere il quotidiano ancora più unita Dio.

(Lettera firmata)

domenica 16 novembre 2014

Un luogo che parla ancora…. il monastero della Visitazione di Baggiovara

Dal silenzio del nostro monastero, vorremmo, in occasione della giornata Pro orantibus, far giungere un messaggio al cuore di ogni fratello. Nonostante l’attuale scristianizzazione e secolarizzazione della società, la vita contemplativa continua a dare testimonianza del primato di Dio e a rispondere alla sete crescente di luoghi di silenzio per incontrarlo.

Un monastero è un luogo davvero speciale…è uno spazio abitato da una Presenza: ed è solo intorno a questa Presenza che trova senso una scelta di vita che tanti definiscono una follia! La vita claustrale è la nostra “follia condivisa”: una scelta di contemplazione che è un continuo ritorno a ciò che è essenziale, autentico; ciò che ci unisce è l’unica e dominante ricerca di Dio.
Tutte noi abbiamo scelto con gioia di vivere questa avventura…rispondendo ad una chiamata particolare, che ha seguito strade diverse e talvolta originali. Ciascuna di noi ha abbandonato i propri sogni e le proprie sicurezze per vivere tutto un altro sogno: il progetto di Dio! In effetti, anche se la vita claustrale è una vita “separata”, essa è stata da subito sentita come una vita che ha sempre preso parte alle ansie e alle gioie di quanti, al di là delle mura del monastero, lottano e sperano per una esistenza migliore.

La nostra vita è semplice, fatta di preghiera e lavoro, di momenti di solitudine e di gioiosi incontri fraterni; di occasioni di confronto e di riconciliazione. Tutto secondo lo spirito e la forma di vita scelti da san Francesco di Sales e da santa Giovanna Francesca di Chantal nel 1610. Nonostante quattro secoli di storia, il desiderio che san Francesco di Sales ha avuto nell’istituire l’Ordine della Visitazione è sempre attuale: “Dare a Dio delle anime così interiori da essere degne di adorarlo in spirito e verità, e aiutare il prossimo con il loro buon esempio e la loro vita di preghiera”.

Ed ecco come la Chiesa stima e apprezza la vita contemplativa: “Gli Istituti completamente ordinati alla contemplazione, composti da donne o da uomini, sono per la Chiesa un motivo di gloria e una sorgente di grazie celesti. Con la loro vita e la loro missione le persone che ne fanno parte imitano Cristo in orazione sul monte, testimoniano la signoria di Dio sulla storia, anticipano la gloria futura.
Nella solitudine e nel silenzio, mediante l'ascolto della Parola di Dio, l'esercizio del culto divino, l'ascesi personale, la preghiera, la mortificazione e la comunione dell'amore fraterno, orientano tutta la loro vita ed attività alla contemplazione di Dio. Offrono così alla comunità ecclesiale una singolare testimonianza dell'amore della Chiesa per il suo Signore e contribuiscono, con una misteriosa fecondità apostolica, alla crescita del Popolo di Dio” (Vita Consecrata). 

Concludiamo questo fraterno messaggio con l’augurio rivolto alle monache da Papa Francesco: “Le suore di clausura sono chiamate ad avere grande umanità, un’umanità come quella della Madre Chiesa,…essere persone che sanno capire i problemi umani…e qual è il segno di una suora così umana? La gioia, la gioia, quando c’è gioia….quella che viene da dentro” (Discorso alle Clarisse di Assisi, 4.10.2013).

Sì, la testimonianza più franca e leggibile di una vita realizzata è quella della gioia. Chi ha scelto questa vita lo sa, perché la contemplativa non cerca direttamente la sua felicità, ma il Dio della felicità!

                                                       

  Le monache del monastero della Visitazione di Baggiovara

venerdì 17 ottobre 2014

La gioia della vita monastica

Una ragazza ha trascorso alcuni giorni di discernimento vocazionale presso la Visitazione di Baggiovara, durante i quali ha potuto assistere alla Professione temporanea di suor Maria Paola, un'ex insegnante che ha lasciato il mondo per donare la propria vita a Cristo, il nostro adorabile Redentore Divino.


Caro Cordialiter, 
                              permettimi di condividere con te e con chi leggerà queste righe la gioia di aver condiviso con Suor Paola la sua Professione temporanea avvenuta Domenica 14 Settembre alla Visitazione di Baggiovara. Non è stata la mia prima volta in questo Monastero e come sempre la potente Presenza del Signore mi è stata compagna. Questa volta il Signore però mi ha invitata ad assistere alla gioia di Suor Paola nel rinnovarGli il suo Sì. Una tale manifestazione d'Amore non si poteva ignorare né tanto dimenticare. Ciò che ora porto dentro me è proprio questa testimonianza del tutto spontanea che mi dà la certezza che di fronte ad una tale chiamata del Signore non si può temere. Non si può aver paura del Padre nostro che stringe tra le Sue braccia per farci belle e Sante. E quando si è dentro si ha la sensazione di essere approdata al Regno di Dio dove tutto ha più sapore e nel quale il Signore dona di vivere veramente. E con me porto anche le altre ragazze come me venute a condividere questo momento di sana gioia, grande Dono del Signore per il mio cuore è stato il poter percepire in esse Gesù stesso, Gesù buono, Gesù semplice, Gesù dolce, Gesù genuino. Lascia che io ringrazi la Madre, Suor Paola e le carissime sorelle per avermi resa partecipe di questo momento di famiglia, quale è la Visitazione. Grazie al Signore per tutti questi doni, segni del Suo Amore per me e gli altri. Un saluto in Cristo a te e un ringraziamento speciale perché ci permetti di familiarizzare con il Regno di Dio. Così tanta bellezza non può restare nascosta! 

Dio sia benedetto! 


Cara sorella in Cristo,
                                      ti ringrazio per la testimonianza che mi hai inviato. Spero tanto che Gesù buono chiami tante altre donne giovani e meno giovani alla vita consacrata nell'Ordine della Visitazione, del quale apprezzo molto la sua spiritualità basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo.

Molte persone pensano erroneamente che la vita delle monache sia triste e infelice, mentre tu hai potuto constatare personalmente che la realtà è esattamente opposta, e cioè le consacrate che vivono con zelo e fervore la propria vocazione sono ricche di gioia e di serenità.

Preghiamo il Redentore Divino affinché invii numerose e buone vocazioni nei monasteri fervorosi e osservanti.

Rinnovandoti la mia gratitudine, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 15 ottobre 2014

Festa di Santa Margherita Maria Alacoque

16 ottobre
Festa di Santa Margherita Maria Alacoque
1647 – 1690

Un messaggio per il nostro tempo

L’umile monaca dell’Ordine della Visitazione, la confidente del Sacro Cuore, che annunciò al mondo l'amore misericordioso di Dio per il genere umano, morì a soli 43 anni.

"La missione affidata a Santa Margherita Alacoque è di una sorprendente attualità"- così affermò papa Benedetto XVI in una stazione della via crucis del venerdì santo 2005. E prosegue: "All'inizio del terzo millennio, segnato dalla violenza e dall'odio, è necessario scoprire un mes­saggio d'amore senza frontiere: è l'amore che sgorga dal cuore di Cristo vivo nell'Eucaristia, un amore che non appartiene al passato, ma è contemporaneo alla mia vita". 

Molte sono le testimonianze in tal senso; pure Giovanni Paolo II° in visita a Paray-Le-Monial pregava S. Margherita di aiutare incessantemente gli uomini a scoprire l'Amore del Salvatore e lasciarsi permeare da esso: "È urgente che il mondo sappia che il cristianesi­mo è la religione dell'amore. Santa Margherita Maria conob­be il mistero sconvolgente dell'Amore di Dio. Durante la sua vita nascosta in Cristo, essa fu segnata da questo Cuore che si offre, senza limiti, a tutti i cuori umani.

Per tutta la sua vita bruciò della viva fiamma che Cristo è venuto ad accendere nel cuore dell'uomo".
Ed è vero! Il cuore di Gesù è la fonte di tutto ciò che l'umanità si aspetta e di cui ha il più grande bisogno: la pace, la giustizia, la solidarietà, in una parola la "salvezza". 

Questa straordinaria protagonista e testimone dell'amicizia col Signore, ci guidi a diventare "anime eucaristiche" per rispondere concretamente all'invito che il Sacro Cuore fa a ciascuno di noi: "Ho sete, una sete ardente di essere amato dagli uomini nel sacramento del mio Amore... Almeno tu amami!" (il Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria).

lunedì 29 settembre 2014

Professione temporanea di Suor Maria Paola

Alcune foto scattate presso la Visitazione di Baggiovara, in occasione della Professione temporanea di Suor Paola Cardellini, avvenuta lo scorso 14 settembre. La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Giuseppe Verucchi, Arcivescovo emerito di Ravenna.






sabato 30 agosto 2014

Testimonianza di una vocazione

Avevo 17 anni quando iniziai a chiedermi quale fosse la mia vocazione. Dopo qualche tempo che pregavo affinché Dio mi illuminasse, cominciò a nascere nel mio cuore una forte attrattiva verso la vita consacrata, la mia prima reazione fu però di considerare questo impulso come una tentazione: come potevo pensare di diventare “sposa di Cristo”, proprio io che fino a poco tempo prima non frequentavo la Chiesa? Ero decisa a lasciare perdere queste “fantasie”, ma il desiderio di essere tutta di Dio non se ne voleva proprio andare…così dissi a Dio: “se questa chiamata è la tua volontà e non una mia illusione, ti prego di darmene la certezza”. Pochi giorni dopo, ascoltai su Radio Maria l'intervista ad una suora che continuava a ripetere: “se c’è qualcuno all’ascolto, che sente la Chiamata alla vita consacrata, ma è incerto, lo invito ad assecondarla perché soltanto rispondendo al progetto di Dio possiamo realizzare la nostra felicità”. Mi sentii fortemente interpellata da quella parole. Ancora dubbiosa, decisi che ne avrei parlato al più presto con una religiosa. Due giorni dopo, mi recai di buon mattino in Duomo per ascoltare la S. Messa, con l’intenzione poi di cercare una suora con cui parlare. Il Vangelo del giorno era quello del “giovane ricco” e fui presa da grande stupore e timore insieme quando, durante l’omelia, sentii il sacerdote ripetere insistentemente le stesse identiche parole della suora di Radio Maria!

Uscita dal Duomo ero molto agitata e quando vidi una suora venire nella mia direzione, senza pensarci due volte, la fermai e le chiesi di raccontarmi in che modo aveva capito la sua vocazione. Poi le raccontai quello che mi era successo e mentre parlavo tutto si faceva chiaro nella mia mente. La suora fu molto incoraggiante e mi invitò a seguire quello che sentivo nel cuore. Quando la lasciai accettai per la prima volta l’idea che il Signore, fra tante ragazze, potesse chiamare proprio me, e allora con grande gioia gli dissi il mio “sì”… quello che è successo dopo è indescrivibile! Mi ritrovai completamente immersa nella Presenza di Dio, il suo Amore si riversava a fiumi su di me ed era tanta la sua dolcezza che credevo di morirne, se me ne avesse donata un po’ di più non avrei potuto sopportarla! Non pensavo potesse esistere qualcosa di così bello. Era come guardarlo negli occhi ed essere guardata dalla Sua Misericordia infinita. “Vidi” ancora più chiaramente la mia chiamata alla vita consacrata. Gesù aveva esaudito in pieno la mia preghiera: mi aveva resa sicura della sua volontà. Da allora niente è stato più lo stesso, ho scoperto Gesù come persona viva e concreta e si è accresciuto in me il desiderio e il bisogno di intimità con Lui. È stato principalmente questo bisogno che mi ha portata a scegliere, tra le varie forme di consacrazione, la vita claustrale.

Suor S. M.


lll 

sabato 16 agosto 2014

Professione temporanea di Suor Paola

La Comunità della Visitazione di Baggiovara è lieta di comunicare che domenica 14 settembre, alle ore 16, nella chiesa del Monastero avrà luogo la Santa Messa per la Professione temporanea di Suor Paola Cardellini. La celebrazione sarà presieduta da S. Ecc. Mons. Giuseppe Verucchi. 

Dio sia benedetto! 

venerdì 18 luglio 2014

Una ragazza innamorata di Gesù

Pubblico la testimonianza di una ragazza che ha fatto un'esperienza vocazionale presso le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena).


Caro D.,
               le scrivo questa e-mail con la volontà di raccontarle la mia esperienza di una settimana nel monastero di Clausura della Visitazione a Baggiovara, sperando che questa storia possa servire a qualcuno. Da quando ho incontrato il Signore, il 21 Novembre 2012, ho cominciato ad interrogarmi circa la Volontà del Padre nostro su di me. Purtroppo all'età di 12 anni, dopo aver ricevuto la Cresima mi sono allontanata da Lui sino ai 27 anni quando Lui ha detto basta alla mia distruzione. Mi sono ritrovata a pezzi con un disordine interiore tale da non essere più in grado fare nulla. Ho lasciato il lavoro e ad un passo dalla laurea, mi mancava solo la tesi di laurea, non riuscivo più a studiare. Il motivo? Vivevo senza di Lui e la mia vita era il Caos totale. Ora piano piano il Signore sta mettendo ordine dentro me e la pace scende dentro me. Solo una volta dentro al Monastero ho scoperto che non era un caso, infatti, che io mi ritrovassi proprio alla Visitazione. Il Signore mi ha spinta proprio in questo monastero per aiutarmi. Sin dal primo momento tutto è stato un esercizio all'Ordine, anche il più piccolo movimento mi richiamava all'ordine, alla “Pratica della Virtù”, così come esponeva la prima stanza in cui fui portata a lavorare mezz'ora dopo il mio arrivo. Ed ho subito fatto un sorriso interiore profondo nel sentire la Sua Opera su di me. Non avevo più dubbi, ero lì non per mia iniziativa ma per Suo volere. E continua ad aprire il mio cuore e toccarmi sorprendentemente quando capisco che tutto questo ordine che tanta pace mi da è il Signore stesso che è ORDINE allo stato massimo. Questo ha inoltre permesso di sentire la mia Unione con Gesù che grazie all'Eucaristia entra dentro di noi per farci come Lui: “Ha posto la Sua Divinità nell'uomo in modo che l'uomo fosse Dio”. Altro dono ricevuto è stato il capire ogni Parola letta o sentita rivolgersi a sé. Il Signore mi ha bombardata con la Sua Parola. Sono tuttora scioccata da quanto sia forte la Sua Presenza tra quelle Sorelle che sono state un ulteriore Dono del Signore per il mio cuore. Sono entrata al monastero con l'unica aspettativa di conoscere meglio il Signore e imparare a pregare. Ho con tanto amore ricevuto questo dal Padre nostro, pronto a consigliarci come lasciarci correggere da Lui e come avere la Vita :«raddrizzate le mani inerti e le ginocchia paralizzate, e fate dritti i sentieri per i vostri piedi». Vengo via conoscendo un po' di più il Signore, avendo imparato a pregare grazie all'esempio delle carissime Sorelle, imparato ad avere fiducia nel Suo intervento e a  custodire la Pace che Dio ci dona con tanto Amore. Per il resto aspetto che il Signore faccia la prossima mossa e resto a Lui unita. Un grazie Speciale al Signore, alla Madre e alle sorelle che hanno fatto tantissimo per me. E che con queste parole, con le quali non riesco ad esprimere ciò che ho provato tanto è Grande, Dio sia benedetto!!!!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                     dammi pure del tu, lo preferisco.

Ti ringrazio per la testimonianza che mi hai inviato. Penso che leggere le testimonianze sia di incoraggiamento per le lettrici del blog che "simpatizzano" per la vita monastica, e che stanno decidendo di fare un'esperienza vocazionale in un monastero di clausura.

Personalmente apprezzo molto le testimonianze di persone convertite, perché le loro storie mettono in risalto l'infinita misericordia di Dio. Certe persone pensano erroneamente che per abbracciare la vita religiosa sia necessario essere state sempre pie e praticanti come lo furono Santa Teresa d'Avila e Santa Teresa di Lisieux. Invece Gesù buono è libero di prendere come sue spose, chiamandole alla vita consacrata, anche donne che hanno vissuto lontano da Lui per molto tempo.

Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, nella speranza che il Redentore Divino ti prenda tutta per Sé, facendoti abbracciare la vita consacrata. Un conto è essere sposa di un'umile creatura, altro conto è essere sposa del Re dell'universo.

Rinnovandoti la mia gratitudine, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 28 giugno 2014

Il Sacro Cuore e l’Ordine della Visitazione

Realizzare l'Ordine della Visitazio­ne, fu una ispirazione divina per San Francesco di Sales, tanto vicino al Cuore di Gesù. Ne è con­ferma, la preferenza data dal Signore al "piccolo Istituto" per la diffusione della devozione al suo Cuore divino. ll Card. Manning chiama il Fondatore della Visitazione, "Antesignano, precursore, padre di tale devozione". E la storia dell'Ordine conferma che già il 10 giugno 1611, appena a un anno dalla fondazione, e 62 prima delle rivelazioni, il Santo sceglie, come stemma dell'Istituto, un Cuore trapassato da due frecce e circondato da una corona di spi­ne: "poiché — egli dice — la nostra Con­gregazione è opera dei Cuori di Gesù e di Maria". Anche la dottrina di S. Giovanna Francesca di Chantal, sua cooperatrice, è in perfetta sintonia, così che può definire le sue religiose: "Figlie del Cuore di Gesù". Tali saranno tutte le Visitandine, finché rimarranno fedeli al­l'insegnamento del Maestro: "Imparate da me dolce e umile di cuore". In un secolo come il nostro, in cui allignano, moltiplicati, difetti e vizi dei se­coli precedenti, specialmente l'orgoglio, l'e­donismo e il materialismo ateo, la Visita­zione, nel silenzio, nell'amore e nell'umil­tà, fa scendere i raggi del divin Cuore sulla Chiesa e sul mondo, immemore dei suoi grandi destini. La luce divina penetra, più che non si creda, nelle anime; ravviva il coraggio, ne aumenta la fede e la speran­za in un avvenire migliore.

mercoledì 4 giugno 2014

Perché siamo entrate in monastero?

Un monastero è un luogo davvero speciale... è uno spazio abitato da una Presenza: ed è solo intorno a questa Presenza che trova senso una scelta di vita che tanti definiscono una follia! La vita claustrale è la nostra 'follia condivisa”: una scelta di contemplazione che è un continuo ritorno a ciò che è essenziale, autentico: ciò che ci unisce è l'unica e dominante ricerca di Dio.

Tutte noi abbiamo scelto con gioia di vivere questa avventura... Rispondendo ad una chiamata particolare, che ha seguito strade diverse e talvolta originali, ciascuna di noi ha abbandonato i propri sogni e le proprie sicurezze per vivere tutto un altro sogno: il progetto di Dio.

La nostra vita è semplice, fatta di preghiera e lavoro, di momenti di solitudine e di gioiosi incontri fraterni; di occasioni di confronto e di riconciliazione. Tutto secondo lo spirito e la forma di vita scelti da san­ Francesco di Sales e santa Giovanna Francesca di Chantal, che, nel 1610, diedero vita ad una fraternità in cui, in unità di spiriti, si vivesse il santo Vangelo di Cristo.

In effetti, anche se la vita claustrale è una vita 'separata', essa è stata da subito sentita come una vita che ha sempre preso parte alle ansie e alle gioie di quanti, al di là delle mura del monastero, lottano e sperano per una esistenza migliore.


Le monache della Visitazione di Baggiovara

giovedì 8 maggio 2014

Testimonianza

Pubblico l'e-mail che mi ha scritto una lettrice di uno dei miei blog sulla vocazione religiosa.


Caro Cordialiter,
                              ti racconto volentieri la mia esperienza presso le monache visitandine di Baggiovara durante la Santa Pasqua appena trascorsa, monastero che tu mi consigliasti per trascorrere alcuni giorni di preghiera e discernimento vocazionale. E' stata una settimana indimenticabile. Un'esperienza spirituale e umana bellissima, resa ancora più intensa dall'unicità della morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Ogni momento è stato carico di emozioni, un'esperienza che edifica il corpo e la mente e riempie il cuore di un'immensa gioia. La loro accoglienza calorosa ti fa sentire come se fossi a casa tua; i loro sguardi sempre sorridenti ti danno serenità; l'intensità e unione della loro preghiera ti avvicina a Dio; i momenti di ricreazione ti fanno assaporare il gusto e l'allegria della condivisione e amicizia. Ogni giorno ripenso a quei momenti e ritrovo la serenità nel caos cittadino e spero di tornare presto a trovarle.

Ti ringrazio ancora di avermi consigliato di andare da loro.

Un caro saluto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      sono molto contento di sapere che l'esperienza vocazionale che hai fatto in monastero è stata ricca di frutti spirituali per la tua anima. In effetti, un conto è trascorrere la Settimana Santa nella bolgia del mondo, dove molta a gente pensa a tutto tranne che ad amare Dio, altro conto è trascorrerla in un monastero, in compagnia delle spose di Gesù Cristo.

È interessante sapere che fin dal primo giorno ti sei sentita a tuo agio in monastero. Non è una cosa che capita a tutte, infatti per alcune donne l'impatto con la clausura è molto forte, nel senso che si sentono a disagio in un luogo in cui regna il silenzio ed è anche recintato da delle grate.  

Nel mondo sembra di vivere in una giungla, cioè si corre il rischio di venire “sbranati” da persone prepotenti, irascibili, avare, disoneste, truffatrici, ecc. Invece i monasteri assomigliano a delle oasi di pace, nelle quali è molto più facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio, fine ultimo della nostra esistenza.

Adesso che hai visto come vivono le monache di clausura, hai maggiori elementi per riflettere su cosa fare in futuro. Sei ancora in tempo per eleggere qualsiasi stato di vita. La mia speranza è che tu sia stata prescelta per divenire sposa di Gesù Cristo. Se invece volessi restare nel mondo, ti consiglio di rimanere nubile, così avrai maggiori possibilità di dedicarti alle cose spirituali (le donne sposate pensano ad amare i loro mariti, mentre le donne che per motivi spirituali decidono di rimanere nubili pensano ad amare Dio). Se invece decidessi di sposarti, ti supplico di trovarti uno sposo davvero cristiano, cioè che condivida al 100% gli insegnamenti della Chiesa, altrimenti ti farebbe soffrire assai, come è capitato a tante altre donne.

Spero che tu possa continuare a riflettere sulla vocazione religiosa, sarebbe splendido se abbracciassi la vita consacrata.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter