Questo blog è gestito da un fedele laico che desidera promuovere la spiritualità dell'Ordine della Visitazione, basata sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. 

Attualmente le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) sono disponibili ad ospitare in monastero donne dai 18 ai 60 anni, purché siano interessate alla vita monastica e desiderino riflettere sulla vocazione religiosa. Per contattare il monastero potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it

venerdì 22 febbraio 2019

Professione temporanea di Suor Barbara Maria Maso

Lo scorso 2 febbraio, alla presenza dell’Arcivescovo di Modena, Suor Barbara Maria Maso ha emesso la professione temporanea dei voti di povertà, castità e obbedienza. 

Preghiamo per lei affinché il Signore l’aiuti a progredire sempre di più nel cammino di perfezione cristiana, imitando le virtù eroiche di San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca de Chantal.

venerdì 15 febbraio 2019

Domande sulla vita monastica


1) Quale significato offre la vita claustrale racchiusa nel silenzio, nella preghiera, nel lavoro e nella solitudine?

Quando una donna nella clausura consacra tutta la sua vita al Signore, accade una trasformazione che non si finisce di capire, neppure noi stesse la comprendiamo a fondo. La normalità del nostro pensiero spingerebbe a credere che questa monaca diventa isolata, sola con l’Assoluto, sola con Dio; è una vita ascetica, penitente. Ma questa non è la strada di una monaca di clausura cattolica, cristiana, visitandina. La strada passa per Gesù Cristo, sempre! Gesù Cristo è al centro della nostra vita, della nostra penitenza, della nostra vita comunitaria, della nostra preghiera e anche della universalità della preghiera. Quando una monaca va per la strada della contemplazione di Gesù Cristo, della preghiera, del silenzio, del lavoro, della solitudine, e della penitenza con Gesù Cristo, diventa grandemente umana. Come monache siamo chiamate ad avere grande umanità, un’umanità come quella della Madre Chiesa; umane, capire tutte le cose della vita, essere persone che sanno capire i problemi umani, che sanno perdonare, che sanno chiedere al Signore per le persone. La nostra umanità viene per la strada dell’Incarnazione del Verbo, la strada di Gesù Cristo.

2) Per quale ragione questo distacco dal mondo?

La nostra vita è interamente plasmata dalla ricerca di Dio. La vocazione della monaca “ricorda a tutti i cristiani la vocazione fondamentale di tutti di giungere a Dio” (Verbi Sponsa 4). Come scrisse Fra Marie-Dominique Chenu, esperto della vita monastica: “La vita del mistico non è fondamentalmente diversa dalla vita cristiana”. Non sfuggiamo ai drammi e alle crisi della vita umana. Viviamo in modo più spoglio, intenso, conoscendo la gioia e la disperazione di ogni vita umana, senza la protezione di molte delle cose che danno senso alla maggioranza delle vite umane: il matrimonio, i figli, una carriera. Il monastero è il luogo dove non ci si nasconde dalla domanda ultima di ogni vita umana. Siamo entrate in monastero non per fuggire dal mondo, per dimenticarlo o addirittura per ignorarne l’esistenza, ma al fine di essere presente ad esso in qualche modo più profondo, per vivere al cuore del mondo, in un modo nascosto, ma che riteniamo essere più reale. Siamo qui non alla ricerca di una vita tranquilla o di sicurezza, ma per condividere, per prendere in considerazione la sofferenza, il dolore, le speranze di tutta l’umanità. Dio ha messo le premesse per essere dimenticato e noi cerchiamo con la sua grazia di imitarlo, senza sentirci migliori del mondo, anzi, ma con la certezza che Dio ci ama e interviene in ogni istante per salvarci e alla fine portarci in Paradiso.

3) Cosa spinge, soprattutto, alla vita claustrale?

E’ Dio alla ricerca delle monache… è Lui il predatore! Noi le sue prede d’amore. E’ lui che si consacra a noi e per noi, non viceversa. Le monache sono semplicemente chiamate a rispondere, cercare, meditare e invocare Lui in solitudine affinché il verbo che procede dalla bocca di Dio possa non ritornare vuoto a Lui, ma possa realizzare quelle cose per cui fu mandato. Il nostro santo fondatore, Francesco di Sales, scrive che “nulla per forza tutto per amore”, dal primo istante! E’ sorprendente anche per noi, ma la vita claustrale nasce per dare la possibilità a Dio di esaudire le nostre preghiere! è rispondendo alle nostre preghiere che Dio agisce talvolta nel mondo. Dio desidera che preghiamo, per poter dare in risposta. La preghiera non è tanto un voler forzare Dio, per fargli cambiare idea. Fa parte di un rapporto di amicizia il fatto che Dio ci conceda ciò che chiediamo. Così le nostre preghiere, il vivere silenziosamente nel chiostro, è una partecipazione dell’azione di Dio nel mondo. Per Gesù essere inviato dal Padre non significava per lui spostarsi da un luogo ad un altro. Non partì per un viaggiò. La sua esistenza stessa veniva dal Padre. Siamo missionarie anche noi, non andando da nessuna parte, ma soltanto vivendo la vostra vita da Dio e per Dio.

4) Quali sono, a suo avviso, le più grandi difficoltà che può incontrare una persona dentro le mura di un cenobio claustrale?

Il monastero è come la coda alla fermata dell’autobus, un segno di speranza che l’autobus arrivi. Ma può succedere che l’autobus ritardi, si rompa e allora entra in gioco la fede! Quella vera! Questo vale per tutti coloro che vivono la vita monastica di clausura. Dio si mostra spesso nell’assenza, nel vuoto: la vita della monaca e del monaco è scavata dal vuoto. Le vostre vite sono vuote di altro scopo che di essere a disposizione di Dio. Non si fa nulla di particolarmente utile. Ma quel vuoto è uno spazio cavo in cui Dio abita e in cui intravediamo la sua gloria. La condivisione con i confratelli e le consorelle è una delle più grandi gioie della vita claustrale, ma può anche essere difficile. Se si creano tensioni, o disaccordi, come nelle migliori famiglie, non si può sbattere la porta di casa e uscire a distrarsi fuori. Lì è la sfida, si sta, si rimane, ci si confronta e scontra fino alla pace, quella vera. Probabilmente vivremo tutta la vita con le medesime consorelle. La nostra santa Madre, Giovanna Francesca di Chantal, ridendo ad una monaca scrisse “Sorella, ricordati che quando morirai, ci sarà almeno una monaca che sarà sollevata.” Così per noi la vita comunitaria è una gioia speciale e anche una sfida che è impossibile senza misericordia e generosità. Taulero dice che quando un confratello risulta insopportabile, allora occorre dire a se stessi: “Probabilmente quest’oggi ha mal di testa”. Forse può sembrare che alcune consorelle abbiano mal di testa molto frequenti, ma quant’è bello iniziare ad amare e sopportare proprio chi mi vive vicino vicino.

5) Per molti la clausura è considerata una “prigione”. Però sul volto di numerose monache si evince tanta gioia e luminosità. Può spiegarci le ragioni?

L’unica prigione vera che esiste nel mondo, è vivere senza la consapevolezza che Dio mi ama, ovvero riconoscere Dio come Padre e il resto dell’umanità come miei fratelli. In Monastero tutto parla di questo…quindi altro che carcere….qui è sempre ricreazione, sempre festa con un Padre che ama festeggiare. La gioia è il primo segno dell’amore. Chi vive in Monastero, non può che essere un innamorato cronico, malato grave d’amore, altrimenti non resiste…e un innamorato è sempre gioioso, anche quando soffre per amore!

6) Come spiega il calo vocazionale che si registra anche nei monasteri claustrali?
La mancanza di coraggio! Abbiamo il coraggio di dare a Dio tutto? Abbiamo il coraggio di farci toccare dalla sofferenza, di rinnegarci per entrare nella gioia senza limiti della libertà dei figli di Dio? Ma noi siamo sicure…che è una crisi passeggera, c’è tanta sete di Dio, e Dio non smetterà di chiamare, cerchiamo anche noi di non smettere di pregare il Padrone della messe affinché mandi operai nella sua messe! Lui è fedele.


lunedì 4 febbraio 2019

Testimonianza

Ripubblico una testimonianza sulle Visitandine di Baggiovara che mi ha inviato una lettrice del mio blog sulla vocazione religiosa.


Ciao D., sono […], ci siamo scritti un po' di tempo fa. Voglio ringraziarti per avermi consigliato il monastero di Baggiovara. MADRE MARIA DANIELA è stata davvero fantastica. Mi sono trovata veramente bene e ho potuto riflettere molto...sto riflettendo molto anche ora. Sono convinta che non è stato un caso che io abbia visto il post che mi ha permesso di mettermi in contatto con te e che poi tu mi abbia messo in contatto con il monastero. Anche Madre Maria Daniela è della stessa opinione. Nulla è un caso. Il Signore ha i suoi progetti, i suoi piani. Io mi sono sposata a 19 anni perchè incinta. Io e mio marito ci siamo lasciati quasi subito e dopo il divorzio lui ha chiesto la dichiarazione di nullità al tribunale ecclesiastico e ci è stato concessa. Mia figlia ha il mio cognome. Dopo questo non mi sono più né sposata né fidanzata. Ho sì avuto storie, conosciuto uomini, ma nessuno di loro era per me. Ora ho smesso di cercare. Con il lavoro dal 2011 non va molto meglio, e cosi da quando ci siamo scritti ho cominciato a pensare, riflettere e a pregare. E mi è venuto il pensiero che forse il PROGETTO di DIO per me è un altro. Io ho lottato contro di Lui e ora sono qui a fare i conti con la mia ribellione verso di Lui. Io penso che Lui voglia proprio questo da me e questo è il suo modo per farmelo capire. Nel monastero io mi sono trovata molto bene. Lì ho trovato e ho sentito quella pace, tranquillità e amore fraterno di cui avevo bisogno. Sono stata davvero bene. A metà luglio tornerò a Baggiovara per 2 settimane e sinceramente non vedo l'ora. Se il SIGNORE veramente vuole questo da me io sono pronta. Perché non so, mi sembra che sia veramente quello il mio posto. Mia figlia ha quasi 22 anni ed è indipendente e poi ci sono i miei genitori. È vero, io non ho un lavoro o tanti spasimanti da lasciare, ma ho una grande famiglia dove siamo uniti, ci vogliamo bene e ci sosteniamo a vicenda. Io lascerei loro se è questo che il Signore vuole da me. Fino a 16 anni ho frequentato la Chiesa assiduamente. Poi quando ho cominciato a lavorare mi sono sentita fuori posto  e smesso di frequentare l'oratorio. Ho continuato per un po' ad andare a Messa, ma poi ho smesso anche lì. Anche se ho sempre continuato a CREDERE in DIO, andavo a Messa ogni tanto, ma Lui era sempre nel mio cuore.

Più o meno questa è la mia storia. Grazie per la tua disponibilità. DIO ti ha messo sulla mia strada e io lo ringrazierò sempre.

sabato 2 giugno 2018

Testimonianza di una ragazza

Una ragazza mi ha inviato una testimonianza che pubblico volentieri.


Ciao, seguo il tuo blog da qualche tempo e volevo lasciarti la mia testimonianza. Grazie al tuo blog sono venuta a conoscenza delle monache visitandine di Baggiovara, mi sono messa in contatto con loro e mi hanno ospitato per alcuni giorni. Quello che ho trovato, oltre che una grande accoglienza, è stata la pace, la serenità e la tranquillità che spesso mancano nella vita di tutti i giorni. Non so ancora qual è il disegno di Dio su di me, ma sicuramente è stata un'esperienza che mi ha arricchita molto, mi ha permesso di dedicarmi alcuni giorni completamente alla preghiera e al dialogo con Dio. Porterò nel mio cuore ogni sorella, ciascuna di loro mi ha lasciato qualcosa, è stato bello e costruttivo confrontarmi con loro.

martedì 1 maggio 2018

Attualità della spiritualità salesiana

[Brano tratto da "Il nostro Dio è un Dio di gioia", delle Monache Visitandine di Baggiovara]

Un Messaggio per oggi

Francesco di Sales ha saputo far giungere ai suoi contemporanei l’eco della gioia contenuta nel Vangelo. Diceva che bisognava alloqui hominem, ossia parlare all’uomo con il linguaggio del proprio tempo in modo da toccare «l’orecchio del suo cuore». Ai giovani che hanno sete di una fede semplice e gioiosa si presenta come colui che è in grado di rispondere alle loro attese. Egli ha semplificato il messaggio del Vangelo e mostrato che esso era alla portata di tutti. Basta guardare Dio che ci ama e rispondervi gioiosamente, nel posto che si occupa nel mondo. Francesco di Sales resta nella storia l’inventore del cristiano che danza, che sa vestirsi e fare le spesa nel mondo.

La prova della costante irradiazione che emanava dalla sua persona e dal suo messaggio sta nell’attrattiva che egli non hai cessato di esercitare. Da san Vincenzo de Paoli che vedeva in lui l’uomo che meglio ha riprodotto il volto di Gesù sulla terra, a don Bosco, apostolo della gioventù in difficoltà e fondatore dei salesiani il quale faceva «consistere la santità nell’essere sempre gioiosi». Quindi su Giovanni XXIII il quale scriveva, quand’era seminarista: «Non m’importerebbe niente, nemmeno di diventare papa, se potessi assomigliare a san Francesco di Sales», e sarà lui a fustigare i profeti di sventura; così François Varillon, autore di La gioia di credere e la gioia di vivere, per finire con il card. Marty, nominato arcivescovo di Parigi nella tormenta del maggio 1968. Si chiamava Gabriele e aveva scelto il nome di Francesco per ammirazione del nostro santo. Egli ne era ben ispirato rivolgendosi ai giovani per l’ultimo messaggio: «Cercate nella vostra vita come Gesù vi guarda, come guarda coloro che sono attorno a voi. Non guardate al mondo con gli occhi di coloro che hanno le cateratte. Ci sono troppi salici piangenti nel mondo, siate pieni di speranza!».

In una nota in cui, alla domanda di un giovane vescovo, espone l’arte della predicazione, Francesco di Sales consiglia, tra l’altro, di ricorrere agli esempi tratti dalle vite dei santi, poiché afferma, «il vangelo è come una musica scritta, mentre la vita dei santi è questa musica cantata» (XII 306). Come è detto bene! Certuni non conoscono le note, non sanno decifrare lo spartito del vangelo, ma i santi e, tra di essi Francesco di Sales l’eseguono, lo traducono in pratica e rapiscono così il cuore di ogni uomo.

La parola finale sarà per ricordare l’amabile rimprovero rivolto agli israeliti i quali «non poterono cantare a Babilonia perché pensavano al loro paese. Io - dice Francesco di Sales - vorrei che cantassimo dappertutto».

domenica 1 aprile 2018

Riscoprire il vero senso della vita

Ecco una testimonianza che mi ha inviato una gentilissima lettrice del blog, la quale ha trascorso alcuni giorni di ritiro spirituale nel monastero delle Monache Visitandine.



Ho passato 5 giorni in convento con le Sorelle, per mie motivazioni personali di ricerca spirituale. È stato tutto molto inaspettato, ma completamente rivoluzionario per la mia vita. Essere in quel luogo di silenzio, permette di essere in contatto con sé stessi senza alcuna possibile via di fuga (telefono, televisione, computer, ecc.).

La preghiera continua mi ha riportato al Contatto con Dio, a Sentire la Sua Presenza, il Suo Amore Incondizionato. Testimoniato dalle Sorelle, dal loro viso e dal loro comportamento sempre accogliente, gioioso e caldo. Essere in quei luoghi riporta tutto all'essenziale, alla semplicità della vita. Difficile tradurre in parole qualcosa che è essenzialmente emozione pura, ma la preziosa opportunità di trascorrere dei giorni in ritiro completo mi ha fatto toccare nel profondo ciò che veramente conta nella nostra vita di esseri umani e ne dà il vero Senso. E che (troppo) spesso dimentichiamo…

Ultimo Insegnamento, soprattutto appreso (forse, meglio, ricordato) grazie alle Sorelle: “Amen, che sia fatta la Tua Volontà”. Ricordiamoci sempre che qualsiasi cosa accada (piacevole o spiacevole, di gioia o di dolore), non dipende da noi ma da Lui e, come tale, dobbiamo sempre accettarla con il Cuore colmo di gratitudine comunque, perché inserita in un disegno di ordine superiore…

Grazie ancora Sorelle e Madre Superiora! Che Dio sia Benedetto!

(Lettera firmata)



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sabato 6 gennaio 2018

Vita fraterna in comunità

Una gentile lettrice mi ha scritto una testimonianza che pubblico volentieri.

Gentilissimo,
tempo fa avevo letto sul suo blog che a chi desiderava vivere un ritiro in Clausura Lei consigliava il Monastero di Baggiovara (MO) delle Monache Visitandine. Desidero ringraziarLa di cuore per il Suo consiglio. Ho passato qualche giorno al Monastero della Visitazione e mi sono sentita accolta con amore. L'Abbadessa, Madre Maria Daniela, mi ha dato dei consigli preziosi e mi ha trasmesso l'amore di Dio Padre. Di Lei mi ha veramente colpito la Sua umiltà, la Sua disponibilità e la Sua profondità spirituale. Voglio ringraziare una per una le altre Sorelle che pazientemente mi hanno tenuta per mano facendomi sentire una di loro... in particolare Suor Paola che con le Sue dolci parole mi ha trasmesso fiducia e speranza e Suor Maria Serena, il mio "angelo custode" in Coro. La profonda fede, la gioia e la serenità di questi giorni mi aiuteranno nel mio cammino spirituale. I momenti di silenzio hanno permesso di mettermi in ascolto di Dio e di capire quanto sia importante in questo nostro stile di vita frenetica raccogliersi nel silenzio e nella preghiera e metterci in ascolto aprendo il nostro cuore a Dio Padre.

Consiglio veramente a tutte le donne, giovani e meno giovani che desiderano vivere questa esperienza il Monastero di Baggiovara (MO).

Che Gesù e Maria Santissima ci proteggano e ci guidino nel nuovo anno appena cominciato.

(Lettera firmata)

venerdì 28 aprile 2017

Giornata monastica

Giornata monastica delle Visitandine del monastero di Baggiovara (Modena)


5.15 Risveglio

6.00 - 7.00 Orazione silenziosa, personale/comunitaria in coro/chiesa

7.00 - 7.30 Lodi e Ora liturgica di Terza

7,30 Celebrazione eucaristica, segue Ufficio delle Letture

8.30 Colazione, segue lavoro per il sostentamento della Comunità fino alle 11.30

11.40 Ora liturgica di Sesta

12.05 Pranzo

13.10 Ricreazione: tempo per una distensione salutare e per creare un vero spirito di famiglia (in parte con giochi di movimento e in parte intrattenendoci assieme)

14.00 - 14.30 Mezz'ora di libertà autogestita (studio, corrispondenza, riposo, ecc.)

14.30 - 15.30 Lavoro

15.30 Recita delle Litanie e Ora liturgica di Nona

16.00 Lettura spirituale personale

16.30 Santo Rosario

17.00 Vespri e l'orazione serale silenziosa, personale

18.00 Cena

19.10 Ricreazione

20.00 - 20.30 Formazione religiosa e umana. Tempo per la comunicazione di notizie, avvenimenti della Chiesa e della società atti a stimolare la preghiera

20.40 Compieta

22.00 Riposo e inizio del "grande silenzio"

giovedì 1 dicembre 2016

Intervista a una donna in discernimento vocazionale

Ripubblico una vecchia intervista che mi ha concesso una gentilissima lettrice al riguardo del suo percorso di discernimento vocazionale.


- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione religiosa?

- Circa un anno fa mi sono riavvicinata alla preghiera che avevo tralasciato per molto tempo. Il motivo di questo riavvicinamento è partito da un disinteresse per le attrazioni mondane. Dopo un po' di tempo mi sono resa conto che la vicinanza al Signore mi dava molta consolazione, gioia e mi riempiva il cuore. Così per la prima volta nella mia vita ho intuito come dedicare la vita a Lui possa dare un senso profondo.

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Non è ancora giunta in me la decisione interiore di lasciare tutto per diventare sposa di Gesù anche se ne sono molto attratta. Sarebbe una cosa bellissima!

- Tu hai fatto alcune esperienze vocazionali tra le Monache Visitandine. Che cos'è che ti affascina della spiritualità di San Francesco di Sales? 

- Ciò che più mi affascina della vita delle Visitandine è la serenità, la semplicità e la dolcezza fraterna. 

- Le Visitandine fanno largo uso del canto gregoriano, che è il canto tipico della Chiesa. Ti piacciono questi antichi e devoti canti liturgici? 

- Certo che mi piacciono, elevano ancor di più lo spirito e fanno sentire la pace.

- Molte persone mondane pensano erroneamente che è noioso vivere in un monastero di clausura. Tu ti sei annoiata quando hai provato la vita monastica?

- Non mi sono per nulla annoiata perché mi sento molto arricchita dalla preghiera e dall'orazione. Poi in monastero tutto il tempo è ben organizzato. Impossibile annoiarsi.

- Perché le monache di clausura che hai conosciuto sono così gioiose e felici?

- Penso sia perché hanno saputo riconoscere nel Signore la perla preziosa, l'essenza e fonte della vita, di fronte alla quale tutto il resto perde di significato.

- La vita monastica è molto gratificante ma richiede anche un grande spirito di sacrificio. Con l'aiuto di Dio sei disposta a lasciare tutto e a rinunciare alle effimere gioie mondane per donare il resto della tua vita al Redentore Divino, abbracciando la vita monastica?

- Ho iniziato da poco un percorso di discernimento per fare luce su questo punto. Spero di comprendere presto se questa strada è quella voluta dal Signore per me. In questo caso penso che sarei disposta a farlo con gioia.


lunedì 7 novembre 2016

Un'edificante esperienza vocazionale

Una mia carissima amica ha fatto un'esperienza vocazionale tra le Visitandine di Baggiovara. A tal proposito le ho posto alcune domande.

- La gente mondana pensa che le suore di clausura siano tristi. Durante il periodo trascorso a Baggiovara, le monache ti sono sembrate tristi e infelici?

- Assolutamente no! Nelle ricreazioni si scherzava, si socializzava e ridevamo anche tanto.

- I mondani pensano che sia noioso vivere in clausura. Tu ti sei annoiata?

- Mai! Ero molto presa dalla preghiera e a vivere intensamente tutti i momenti in cui è scandita la giornata. Un ritmo incalzante e variegato ma senza la fretta e l'ansia della vita mondana.

- Il silenzio del monastero ti ha aiutato a raccoglierti interiormente e ad elevare il cuore a Dio?

- Potrei definirlo vitale quel silenzio contemplativo. L'ho vissuto anche con la meraviglia di chi si trova finalmente in una vicinanza spirituale con Gesù e ciò, se da un lato mi procurava gioia, dall'altro mi motivava ad una ricerca di contatto più profondo. Mi sono lasciata andare libera in quel meraviglioso silenzio.

- Perché desideri donare a Dio il resto della tua vita?

- Sento che devo fare ancora discernimento per capire bene se questa è la mia scelta. Tuttavia posso sinceramente dire che in quel silenzioso ritiro io trovo tutto il bene e l'amorevolezza della Sua presenza. La profondità della preghiera ha scandito i tempi delle mie giornate in un modo assolutamente unico e mi sentivo serena e in pienezza. La dolcezza delle Visitandine mi ha sempre messa a mio agio e la comunità mi ha fatto sentire parte di essa. Davvero in monastero non ho mai pensato che mi mancasse qualcosa del mondo.

- Perché ti piace la spiritualità di San Francesco di Sales?

- La Spiritualità di S. Francesco di Sales si fonda su due principi fondamentali: umiltà verso Dio e dolcezza verso il prossimo. Credo che siano il modo di onorare il primo ed il secondo comandamento che il Signore ci ha dato: ama Dio sopra ogni cosa e ama il prossimo come te stesso. Io penso che l'umiltà sia una virtù di valore immenso che ci consente di stare sempre al cospetto di Nostro Signore. La dolcezza verso il prossimo è come un abbraccio accogliente ed incondizionato che io ho sperimentato nel cercare Dio e lo imparo ogni giorno per donarlo agli altri. Questo è il dono piú prezioso che ho ricevuto ed appreso in monastero durante la mia esperienza.

lunedì 10 ottobre 2016

Gesù veste di Lui una monaca visitandina

Il 16 ottobre 2016 la nostra sorella Valeria Montosi conclude il suo cammino da Postulante e viene ammessa al Noviziato, momento di cesura conclusivo e al tempo stesso momento d’inizio…perché nell’amore di Dio, si ricomincia sempre. Per la nostra comunità è una gioia grande che ci fa esclamare con le parole del profeta Isaia: “Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché l’ha rivestita delle vesti della salvezza”! Come tutti i grandi passaggi della vita, il tempo del Noviziato è un tempo di grande intensità formativa, spirituale, dove si riceve la forma che poi durerà per tutta la vita e che si concluderà con la Professione. Accompagniamo Valeria, sosteniamola con la nostra preghiera, cogliamo nei segni che vengono posti su di lei, segni di rottura, segni di abbandono, qualcosa che provoca tutti noi, perché ciò che la vita consacrata rappresenta nella Chiesa è vissuta da alcuni per il bene di tutti, per l’edificazione di tutti, per esprimere una dimensione comune a tutti.   La vita consacrata è un cammino nel deserto del cuore, cercando di resistervi; passo dopo passo con la lanterna di Dio accesa. Ciò che avverrà nella nostra chiesa, il 16 ottobre alle ore 16.00, è opera dello Spirito Santo, che discende ad infiammare i cuori, ad illuminare le menti su una realtà che Gesù stesso afferma “ non a tutti è dato di capire”! Vestire un abito religioso è lasciarsi ungere dal Sacro Amore Misericordioso. Auguriamo a Valeria e a tutte le giovani che sono in discernimento vocazionale per entrare in monastero… una vita nascosta come quella di san Giuseppe. Nessuna parola di lui è registrata nel Vangelo; il suo linguaggio è il silenzio, è l’ascoltazione di voci angeliche che gli parlano nel sonno, è l’obbedienza pronta e generosa a lui domandata, è il lavoro manuale espresso nelle forme più modeste e più faticose. Si direbbe la sua una vita oscura, quella d’un semplice artigiano, priva di qualsiasi accenno di personale grandezza. Eppure…egli è il modello degli umili che il cristianesimo solleva a grandi destini! S. Giuseppe è la prova che per essere buoni e autentici seguaci di Cristo non occorrono «grandi cose», ma si richiedono solo virtù comuni, umane, semplici, ma vere ed autentiche. Coraggio e fiducia … che il Signore in questo giorno di festa, come corpo mistico ci rivesta tutti del Suo Amore. Con la preghiera del Nostro Santo Fondatore San Francesco di Sales consacriamo al Sacro Cuore questo giorno di grazia: Baciamo mille e mille volte i piedi e il Cuore del Salvatore e diciamogli : II mio cuore, Signore, vi protesta fedeltà, il mio sguardo cerca la vostra faccia ... teniamo, gli occhi nostri rivolti a Gesù Cristo, per considerarlo, la nostra bocca occupata di Lui per lodarlo, e tutto il nostro essere non intento ad altro, che a compiacerlo.



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giovedì 21 luglio 2016

Giubileo nel Giubileo

Il cinquantesimo di professione religiosa della madre Maria Daniela Campanale del monastero della Visitazione di Baggiovara è occasione di giubilo e di festa per le consorelle, per i parenti, gli amici della Comunità e per tutta la Chiesa.

"Mi piace sognare che una monaca Visitandina sia una sentinella che scorge e annuncia la vita nuova già presente nella nostra storia".

 Nell'anno straordinario del Giubileo della Mi­sericordia — scrivono le sorelle del monastero - si nasconde in un minuscolo granel­lino di senape... anche un Giubileo di professione religiosa. 

"Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo... Giardino chiuso tu sei, sorella mia, mia sposa, sorgente chiusa, fontana sigillata" (Cant 4,1.12) In questo passo del Cantico è racchiuso il segreto della vocazione monastica: l'ammi­razione e il commosso stupore dello sposo davanti alla sposa tutta raccolta e rivestita di umile e delicato riserbo. Vivere, stare e crescere nel chiostro — sulla rupe — per es­sere sempre sotto lo sguardo del suo sposo e piacere a lui solo. Nessun rumore, nes­sun faro del mondo puntato addosso, solo il Cuore di Dio che ogni giorno prova ad insegnarci i suoi sentimenti, affinché la nostra preghiera profumi di Cristo il mondo. Alla sensibilità del nostro tempo non è facile comprendere! Ma Gesù continua a chiamarci!

Nel capitolo 25 di San Matteo il Signore afferma che le Vergini sagge per caricare la lampada avevano l'olio contenuto "in piccoli vasi". Per noi monache questi "piccoli vasi" sono preziosissimi perché contengono l'olio senza il quale la lampada della nostra vita rimarrebbe spenta.

Il primo piccolo vaso è l'amore del Signore. Il primato di Dio nella nostra vita, la priorità della preghiera, dello stare con Lui per corrispondere al dono, consapevoli che tutto ciò che siamo non è merito nostro, ma è puro dono suo; che non noi ab­biamo scelto Lui, ma Lui ha scelto noi, che Lui per primo ci ama e perdona.

Il secondo piccolo vaso è la fraternità nella Comunità. Come monache Visitandine non seguiamo da sole il Signore, ma insieme, camminando con delle sorelle che sono dono del Signore, sorelle non scelte, ma ricevute.

Il terzo piccolo vaso è la specificità della nostra spiritualità visitandina."L’amore non ha forzati né schiavi, ma riduce ogni cosa sotto la propria obbedienza con una forza così deliziosa che, se nulla è forte come l'amore, nulla è amabile come la sua forza" (S. Francesco di Sales).
Fare tutto per amore, niente per forza, questa la nostra regola di vita...

Il cinquan­tesimo di professione è l'occasione propizia per ringraziare Dio per il dono di questi vasi, chiedendogli la grazia di conservarli nella perseveranza fino alla fine...
Nel Trattato dell'amor di Dio del nostro santo Fondatore, Francesco di Sales, vi é una meditazione profonda sulla volontà umana e la descrizione del suo fluire, passare, morire, per vivere nel completo abbandono non solo alla volontà di Dio, ma a ciò che a Lui piace, al suo "bon plaisir", al suo beneplacito.
Ecco allora che all'apice dell'unione con Dio, oltre i rapimenti dell'estasi contemplativa, si colloca quel riflu­ire di carità concreta, che si fa attenta a tutti i bisogni degli altri e che egli chiama "estasi della vita e delle opere". In piena attualità con il pensiero del nostro Papa Francesco, ci auguriamo di essere segno con la nostra presenza nella Diocesi di tale carità concreta di cui ha tanto bisogno il mondo!

Domenica 19 giugno il nostro Arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, con a mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma e a mons, Giuseppe Verucchi, Vescovo emerito di Ravenna, uniti ad altri sacerdoti, hanno concelebrato nella nostra chiesa una solenne S. Messa in ringraziamento al Signore per il dono della vocazione.

Le sorelle del monastero di Baggiovara