Questo blog è gestito da un fedele laico che desidera promuovere la spiritualità dell'Ordine della Visitazione, basata sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. 

Attualmente le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) sono disponibili ad ospitare in monastero donne dai 18 ai 60 anni, purché siano interessate alla vita monastica e desiderino riflettere sulla vocazione religiosa. Per contattare il monastero potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it

martedì 2 dicembre 2014

Stare cuore a cuore con il Signore dà una grande pace interiore

Una donna in discernimento vocazionale ha trascorso alcuni giorni di esperienza di vita religiosa tra le Visitandine, durante la quale ha potuto constatare che lo stare cuore a cuore con il Signore dà una grande pace interiore.


Caro D.,
                 vorrei porgerti la mia testimonianza della partecipazione alla professione temporanea di Suor Maria Paola del monastero della Visitazione di Baggiovara  e del breve ritiro spirituale che la comunità mi ha dato la possibilità di fare. È stata un'esperienza ricca di significato e molto emozionante.  Ho potuto sperimentare come stare cuore a cuore con il Signore dia una grande pace interiore ed un senso alla vita così profondo che ben poche cose nel mondo sono in grado di dare. Nel mondo, soprattutto ai giorni nostri, è molto facile rimanere abbagliati ora da questo ora da quello ed esserne attratti.  Lo spirito del mondo per attrarci fa leva sulle nostre ambizioni personali, sul nostro orgoglio, le nostre emozioni del momento, quindi tutte le nostre fragilità.  Penso che solo chi è veramente in grado di spogliarsi di tutto questo sia in grado di incontrare il Signore affidandosi completamente a lui. Di abbandonare tutti gli appigli e le difese ed abbandonarsi alla sua volontà.
Solo lui sa donare il vero senso alla nostra vita.

Le monache della Visitazione sono dolcissime. Stare con loro è come stare in una famiglia gioiosa. Dall'atmosfera che si vive durante la giornata si percepiscono i loro profondi valori.  La giornata inizia alle 6 con la meditazione, durante questo tempo in cui si vede nascere un nuovo giorno, si crea attraverso il silenzio il contatto ed il dialogo con il Signore.  Questo dà una grande energia interiore che accompagna durante tutta la giornata. Nel chiostro sono affisse delle frasi spirituali, quella che più mi ha attratto durante questi giorni è stata "la vostra forza sta nel silenzio e nella preghiera". Che grande Verità!!!

La giornata prosegue alternando momenti di lavoro, momenti di comunità in cui si sta tutti insieme in armonia, e di preghiera.  Non c'è mai un momento in cui ci si annoia ed al temine del giorno, dopo l'ultima preghiera "Compieta", si sperimenta la pace e la gioia per aver speso bene il proprio tempo avendo nutrito ed essendosi nutriti dell'essenza più preziosa, del Signore.

Grazie Suor Maria Paola! Che il Signore ti accompagni sempre lungo le sue ricche vie!

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per la testimonianza che mi hai gentilmente inviato. Vorrei che tutte le donne nubili potessero leggerla! Infatti molta gente pensa erroneamente che sposarsi sia quasi una cosa “obbligatoria”, mentre in realtà il matrimonio non è l'unico stato di vita esistente. Tra gli altri stati c'è anche la vita religiosa, la quale non è triste e infelice come pensano tante persone. Tu ci sei stata in monastero e hai potuto vedere coi tuoi occhi che le religiose non solo non sono tristi e infelici, ma al contrario sono persone piene di gioia e pace interiore. Del resto, un conto è essere sposa di una povera creatura, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo, il nostro amabile Redentore Divino. Non c'è paragone. Infatti è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo, non pochi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è meglio non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima, come consigliato dallo Spirito Santo per mezzo di San Paolo Apostolo.

Ovviamente non dico che tutte le donne nubili debbano diventare suore, dico solamente che bisogna riflettere con attenzione sullo stato di vita da eleggere, senza scartare a priori la vita consacrata.

Alcuni apprezzano il lavoro svolto dalle suore di vita attiva (ad esempio quelle che vanno in Africa a sfamare i poveri), ma disprezzano la vita delle suore di clausura, affermando erroneamente che la loro vita è inutile. In realtà le claustrali sono molto utili per tutta l'umanità, perché con le loro preghiere e penitenze attirano dal Cielo innumerevoli grazie materiali e spirituali. A tal proposito, il grande Pontefice Pio XI, nella lettera “Umbratilem” indirizzata nel 1924 ai monaci Certosini, scrisse: “Se in epoche passate si avverti il bisogno di anacoreti nella Chiesa di Dio, ciò si verifica soprattutto oggi. Nel nostro tempo, infatti, vediamo tanti cristiani trascurare totalmente la considerazione delle realtà celesti, deporre perfino ogni pensiero della salvezza eterna, correre sfrenatamente dietro i beni della terra e i piaceri del corpo, vivendo in privato e in pubblico come pagani, in opposizione al vangelo. Alcuni pensano che certe virtù, a torto dette "passive", siano ormai cadute in disuso e si debba sostituire all'antica disciplina monastica l'esercizio più comodo e meno faticoso delle virtù attive. Questa opinione però fu respinta e condannata dal nostro predecessore, Leone XIII, ed è ovvio quanto essa sia pregiudizievole e ingiuriosa alla teoria e alla pratica della perfezione cristiana. Coloro che si dedicano assiduamente alla preghiera e alla penitenza contribuiscono molto più al bene e alla salvezza del genere umano che non gli operai che coltivano il campo del Signore. Se i primi non attirassero dal cielo l'abbondanza delle grazie divine per irrigare il terreno, gli operai apostolici trarrebbero dalle loro fatiche frutti ben più magri. Non c'è bisogno di dire quanto la nostra speranza si riprometta dai monaci Certosini. Noi aspettiamo che essi osservino le Costituzioni loro proprie non solo con fedeltà, ma con slancio generoso, perché i loro animi siano formati alla santità più alta. Allora davvero diventeranno intercessori efficaci presso la misericordia del Signore, a vantaggio del popolo cristiano.” 

Ovviamente il discorso sull'importanza della vita monastica vale anche per l'Ordine della Visitazione e tutti gli altri istituti religiosi di vita contemplativa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,


Cordialiter