Questo blog è gestito da un fedele laico che desidera promuovere la spiritualità dell'Ordine della Visitazione, basata sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo. 

Attualmente le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) sono disponibili ad ospitare in monastero donne dai 18 ai 60 anni, purché siano interessate alla vita monastica e desiderino riflettere sulla vocazione religiosa. Per contattare il monastero potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it

martedì 3 dicembre 2013

Uno sguardo ottimista

[Brano tratto da "Il nostro Dio è un Dio di gioia", delle Monache Visitandine di Baggiovara]

Francesco di Sales giunge a noi al di là dei secoli con un volto illuminato di una profonda bontà, la bontà dei forti in pace con tutti perché riconciliati con se stessi, fatta di indulgenza verso le miserie della comune umanità, ma anche di fiducia in questa immagine di Dio, redenta dal sangue di Cristo, il quale abita nel più miserabile come una speranza di riscatto. Egli non si lascia turbare né disarmare dal triste spettacolo che troppo spesso offre l’essere umano. Uomo del Rinascimento, egli considera l’uomo come «la perfezione dell’universo» (IV 275). Esso è creato «a immagine e somiglianza di Dio» – espressione biblica che risuona come un ritornello nei suoi scritti.  Certamente, c’è il peccato che «insudicia e imbratta» (X 268) l’immagine di Dio che egli dovrebbe essere, ma guardando bene vi si possono trovare ancora le tracce dell’immagine, è possibile ridargli tutto il suo splendore. Una riflessione del suo Trattato manifesta questo sguardo ottimista: «Il peccatore non è nella condizione dei demoni, la cui volontà è talmente imbevuta e pervasa dal male che non può volere alcun bene. No, Teotimo, il peccatore in questo mondo non è così: egli è a metà strada tra Gerusalemme e Gerico, ferito a morte, ma non ancora morto; infatti il Vangelo dice che era mezzo vivo; e siccome è mezzo vivo, può ancora compiere delle opere mezze vive» (TAD 873). Francesco di Sales non è ingenuo, ma «concreto» come si dice oggi. «Se un’azione potesse avere cento volti, bisogna guardare a quello più bello» (IVD 211). «Chi può assicurare che colui che ieri era peccatore e malvagio lo sia ancora oggi?» (XIV 115). «La peccatrice pubblica Maria Maddalena deve essere chiamata arci-vergine tanto ha compensato la sua cattiva condotta con l’amore a Gesù» (X 85). Egli se la prende con coloro che trovano piacere nel cercare ciò che non va: «Mi obbligate a dire che cercate le cloache e le immondizie anziché i giardini e i frutteti» (I 119). Non ignora nulla delle realtà che affliggono il mondo e delle debolezze umane presenti nella Chiesa – come testimoniano le sue visite ad limina – tanto più che, essendo egli decisamente un vescovo postconciliare, si applica a snidarle. Egli che si definisce «l’uomo più affettuoso del mondo» ne è certamente colpito, ma applica a sé la consegna: «Bisogna lasciare che le afflizioni passino dentro il cuore, ma non bisogna mai permettere loro di soggiornarvi».